Lazio, Immobile prova la Scarpa d'Oro: superato anche Lewandowski

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Alberto Abbate
Ciro Immobile (foto ROSI)
Inarrestabile, spedito. Non lo ferma più nessuno. Ancora doppio Ciro, dietro di sé sta lasciando il vuoto: nella classifica dei cannonieri della Serie A sale a 17, è a -7 lo strapagato Lukaku secondo. E adesso Immobile vola in vetta pure nella corsa alla scarpa d’oro: supera Lewandowski (a quota 32 punti), a digiuno da due gare col Bayer, il bomber laziale è il killer più pericoloso d’Europa. Mettetegli una taglia perché Ciro spara ancora, ha una mitraglia. In biancoceleste timbra la sua ventiduesima doppietta dopo il gol sporco di Reggio Emilia. La palla si calamita di nuovo ed entra due volte in porta, Musso può solo evitare l’imbarcata. Diventa sempre più incredibile la sua media, nessuno può tenere questa marcia. Sprinta ed ecco il ventiduesimo centro (uno ogni 82’) in 20 gare fra campionato, Coppe e Nazionale, il tredicesimo biancoceleste nelle ultime 10 da titolare. Adesso tutti zitti, applaudite questo campione, che continua a galoppare nella storia biancoceleste. Raggiunge Rocchi, quinto bomber laziale, a quota 105 centri coi due collezionati contro l’Udinese. E’ un extraterrestre, non ci sono più parole per Immobile. Già superato il bottino dell’anno scorso, ma anche alla quattordicesima giornata quello (15 reti) della stagione 2017/18, quando si laureò capocannoniere. A questi ritmi può superare davvero Higuain recordman (36 gol) della storia del campionato italiano. Giovedì si era riposato in Europa, Inzaghi lo ha lasciato a casa. Contro l’Udinese riprende subito la sua corsa forsennata. E’ fondamentale per la Lazio, Immobile, e promette eterno amore: «Voglio e spero di chiudere la carriera nella capitale». Così vanno avanti le trattative per un nuovo adeguamento (a quasi 4 milioni coi bonus) sino al 2025. Questo però è l’anno buono per volare: «Possiamo arrivare in Champions. Io cercherò di segnare tanti gol ancora per essere ricordato nella storia biancoceleste».

GENEROSITÀ
Così non perde tempo, Immobile, vede Musso e la mette subito dentro. Piattone in diagonale, lento, ma perfetto: «Questa partite nascondono insidie e noi siamo stati bravi a metterla sui binari giusti fin da subito. Il percorso di crescita passa anche da queste partite, non perdere punti qui è fondamentale. Il pubblico se lo merita, è stato meraviglioso a sostenerci contro l’Udinese». Ciro lo ha omaggiato con altri due gol e tanto sudore, ma non pensa alla gloria personale. Piuttosto anche al compagno Caicedo, che si è scaldato senza entrare: «Tutti meriterebbero di giocare. Felipe ci ha fatto vincere a Sassuolo, ma è stato bello anche che abbia esordito Andrè Anderson, qui si vede la forza del nostro gruppo. E’ una grande Lazio». Ed è anche merito del genio di Luis Alberto, a cui regala un rigore, il generoso Ciro: «Se lo meritava per quello che ci dà e l’impegno. Ne ho lasciato pure uno a Caicedo e al Tucu. E’ importante che si sia sbloccato». Ciro è contagioso.
 


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