Acuto di Calaiò: il Parma passa ad Ascoli e sale al secondo posto

Lunedì 16 Aprile 2018 di ​Vanni Zagnoli
Per una sera, almeno, il Parma è secondo, da solo. Non accadeva dall’autunno, da quando al vertice c’era un bel turnover, e succede nel momento chiave della stagione, in cui i crociati hanno qualcosina in più delle concorrenti. Vincono ad Ascoli inguaiando la squadra di Cosmi, sempre vicina alla salvezza diretta ma altrettanto anche alla serie C, la sequenza di risultati è ragguardevole e in trasferta conforta anche il gioco. Il problema di Roberto D’Aversa è dominare le partite interne, c’è riuscito solo con il Frosinone, con il Palermo ha rischiato e con il Cittadella il pareggio non è scandaloso. 

Al Cino e Lillo del Duca domina, trova il gol con Calaiò e punge anche con i sinistri a giro di Siligardi, reggiano di Campagnola, eppure apprezzato. La batteria di offensivi è formidabile, stasera Siligardi a destra, Calaiò centravanti (raramente stoccatore e spesso acciaccato) e Baraye, ma in panchina ci sono Ciciretti non al meglio, Insigne e Di Gaudio. Un potenziale di fuoco unito agli esterni Munari e Barillà che non hanno tante squadre della seconda metà di serie A. 

I marchigiani costruiscono poco, solo un tentativo aereo di Simone Ganz, in avvio. Il figlio d’arte si sta perdendo, dopo la promozione in B con il Como. Meglio il secondo tempo bianconero, Frattali però è impegnato unicamente in acrobazia da Mogos. Eccellente lo spunto di Baraye, arrivato a Parma in D, con Lanni che evita lo 0-2. I 6’ di recupero non cambiano il risultato. Il Parma ha 60 punti, uno in più di Palermo e Frosinone, 5 più del Bari e 6 più del Perugia, in campo domani sera. L’Ascoli è a uno dall’Entella, quartultima, e a 3 dal Pescara, per ora salvo. Il patron canadese Bellini trepida, i cinesi (con Crespo), Guido Barilla, l’ingegner Dallara e gli altri grandi imprenditori parmensi pregustano il triplo salto, unico nella storia d’Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA