Il calcio femminile passa al professionismo. Gravina: «Piccola resistenza della Lega di A»

Il calcio femminile passa al professionismo
di Salvatore Riggio
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Martedì 26 Aprile 2022, 16:11 - Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 15:28

Il Consiglio Federale della Figc ha completato le modifiche normative con riferimento al passaggio al professionismo per la serie A femminile a partire dalla prossima stagione. Quindi, le calciatrici saranno equiparate contrattualmente ai calciatori a partire dal 2022-23. Piccolo giallo durante la votazione pomeridiana: la Lega serie A ha improvvisamente votato contro - era rappresentata dal presidente, Lorenzo Casini, e dai consiglieri Claudio Lotito e Beppe Marotta - nonostante sembra avessero annunciato l’unanimità. Casini poi, si è reso conto dell’accaduto e ha chiesto al presidente Gravina di rivotare. Lotito ha poi chiarito: «È stato solo un malinteso». Il presidente della Figc, invece, ha ribadito: «C’è stata qualche piccola resistenza della Lega di A che riteneva di proporre un eventuale rinvio, ma poi abbiamo raggiunto un accordo perché non si poteva tornare indietro. Quando si delibera qualcosa bisogna essere coerenti».

Indice di liquidità

Inoltre, il Consiglio Federale ha approvato l’impianto di norme relative alle Licenze Nazionali presentato dal presidente federale valide per l'iscrizione al prossimi campionati che prevede il rispetto di un parametro, tra gli altri, quale l'indice di liquidità dal valore di 0,5 per la Lega di A e di 0,7 per Lega Pro e Lega B. La necessità di reintrodurre un indice ammissivo (una volta superata la pandemia) è stata anche sottolineata dalla Covisoc in un’informativa alla Figc. «E un indice di liquidità ammissivo a 0,5 per la Lega di Serie A con soli due correttivi che sono quelli storici, senza ulteriori variazioni richieste dalla A - ha spiegato Gravina -. I correttivi tengono conto sia della parte relativa al patrimonio sia a quella relativa al rapporto costi-ricavi del mondo lavoro allargato. La Lega di A ha votato contro e la B si è astenuta. La A chiedeva lo 0,4 con alcuni correttivi che non abbiamo ritenuto accettabili».

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