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Hernanes: «Con Sarri si può puntare la Champions. Milinkovic? Momento giusto per venderlo»

Hernanes: «Con Sarri si può puntare la Champions. Milinkovic? Momento giusto per venderlo»
di Valerio Marcangeli
4 Minuti di Lettura
Martedì 2 Agosto 2022, 16:41 - Ultimo aggiornamento: 3 Agosto, 14:35

Col discorso portiere vicino alla chiusura, la Lazio continua a interrogarsi sul centrocampo. Piazzato il colpo Vecino, ora Sarri ha l’imbarazzo della scelta sulla linea mediana, ma da qui a fine mercato non sono escluse sorprese, soprattutto per Milinkovic e Luis Alberto. In attesa di novità, un grande ex biancoceleste come Hernanes tra una portata e l’altra nel suo resort “Ca’ del Profeta” a Montaldo Scarampi (Piemonte) ci ha detto la sua sulla Lazio di Sarri e i due top player.

Innanzitutto, come procede con il resort?

«Molto bene, grazie. Non mi fermo un attimo, ho scoperto una grande passione».

La prima stagione di Sarri alla Lazio che impressione le ha fatto?

«Non ho seguito moltissimo perché sono stato occupato in altri campi, ma detto ciò, da laziale ho imparato che l’importante è arrivare davanti alla Roma, quindi l’obiettivo a fine primo anno è stato raggiunto (ride, ndr). Scherzi a parte, mi auguro che la società voglia seguire le sue strategie acquistando calciatori adatti al suo sistema. Se Lotito lo accontenterà penso che il club potrà raggiungere obiettivi importanti come la qualificazione in Champions. Per me la qualità della squadra è ottima e si può assolutamente puntare in alto».

Quali sono i profili sopra la media secondo lei?

«Ne dico due. Uno è Immobile, che negli ultimi anni sta segnando senza interruzione e questo non è mai scontato anche per una punta. Quello che mi piace di più però è Felipe Anderson. Ci ho giocato insieme, l’ho visto sia in allenamento che in partita e so che può fare cose incredibili. L’importante è che abbia capito che non deve adagiarsi su quanto fatto in passato e spero che questa stagione possa far ancora meglio. Bisogna sempre migliorarsi».

A centrocampo la Lazio ha due top player come Luis Alberto e Milinkovic: chi le assomiglia di più?

«Non è semplice rispondere. Forse quello che è più incisivo in fase realizzativa. Alla fine sono sempre i numeri che fanno la differenza oltre che la tecnica. Riguardando indietro a volte rimango impressionato dal rendimento che ho avuto in biancoceleste. Forse loro due sono un mix del vecchio Hernanes, ma non saprei (ride, ndr)».

Per Lotito nessuno dei due è incedibile. Lei chi venderebbe?

«A questo punto direi Milinkovic perché già è reduce da parecchie stagioni nella Capitale. Secondo me il ragazzo ha bisogno di trovare un nuovo ambiente, con nuove motivazioni. Potrebbe aver finito il suo corso e allo stesso tempo aiutare il club a ottenere una cifra importante da investire sul mercato».

Un consiglio per Marcos Antonio?

«Devo essere sincero, l’ho visto poco giocare. Però conoscendo bene Roma, gli dico di focalizzarsi solo sul calcio perché arriva in una città con una vitalità simile a quella di noi brasiliani, perciò è facile distrarsi».

Invece alla società segnalerebbe qualche talento?

«Assolutamente sì. Al San Paolo ho giocato con Nestor e mi ha colpito tantissimo per la sua tecnica e il suo dinamismo. Mi sono permesso di tramandargli un detto di un mio vecchio allenatore che mi ha cambiato la carriera: “Se imparerai a giocare a due tocchi potrai andare in qualsiasi squadra vorrai”. È un centrocampista duttile, capace di giocare sia regista che mezzala. Ha un gran mancino, sa far gol e raramente sbaglia un passaggio».

C’è ancora spazio per il calcio nel suo futuro?

«Al momento non mi vedo allenatore. Mi piacerebbe al massimo fare il commentatore perché non ce la farei a stare in campo senza toccare il pallone. Appena comincia la stagione mi piacerebbe venire all’Olimpico a vedere una partita. Mi manca il calore dell’ambiente».

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