Hall of Fame del calcio: sono entrati Mancini, Vialli, Ronaldo, Ferlaino e Tardelli

Hall of Fame del calcio: sono entrati Mancini, Vialli, Ronaldo, Ferlaino e Tardelli
di Mario Tenerani
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Lunedì 22 Febbraio 2016, 15:27 - Ultimo aggiornamento: 15:36

Festa del calcio italiano, grazie ad una galleria di fuoriclasse, sfilati in rassegna sotto gli affreschi del Vasari, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Scenario suggestivo per grandi emozioni, quelle che i premiati hanno regalato agli amanti del calcio, attraversando diverse ere. “Hall of Fame” del pallone di casa nostra arrivata già alla quinta edizione. Riconoscimento istituito, infatti, nel 2011 dalla Figc e dalla Fondazione Museo del Calcio. Nella galleria della della fama sono entrati altri dieci personaggi di grande spessore: Roberto Mancini (allenatore italiano), Gianluca Vialli (giocatore italiano), Ronaldo (giocatore straniero), Corrado Ferlaino (dirigente italiano), Roberto Rosetti (arbitro italiano), Marco Tardelli (veterano italiano), Patrizia Panico (calciatrice italiana) e poi Giacinto Facchetti, Helenio Herrera e Umberto Agnelli (premi alla memoria). 

Vialli è apparso molto emozionato: “Mi chiedete se sono disponibile a fare il ct azzurro? Vi lascio il cellulare…”. Gianni Rivera ha premiato Mancini: “Sono orgoglioso di essere entrato nella ‘Hall of Fame’ da interista. Mi auguro che il nostro calcio torni quello degli anni Ottanta quando i più forti al mondo venivano da noi”. Corrado Ferlaino da buon napoletano ha fatto gli scongiuri in attesa delle prossime partite del Napoli, con Milan e Fiorentina, prima di parlare di primato… 

Ronaldo ha tenuto in apnea il Salone dei Cinquecento: le sue parole sono state tutte per l’Italia. “Se sono diventato un grande calciatore lo devo anche al campionato italiano, la sfida più difficile che abbia mai vissuto: la serie A mi ha tirato fuori il meglio. Grazie all’Inter che mi ha regalato questa avventura. Avevo 9 anni, in Brasile mi svegliavo alle 9 di mattina per guardare le sfide in Italia”. 

A tenere banco, però, è stato il caso Totti. Ronaldo è stato chiaro: “E’ dura smettere perché noi calciatori veniamo pagati per fare un mestiere che amiamo profondamente. Solo Francesco può decidere cosa fare. Di sicuro merita rispetto: rappresenta Roma ed è stato uno dei calciatori italiani più forti di sempre”. 

Marco Tardelli ha svelato un retroscena: “A gennaio avevo parlato con Francesco e gli avevo consigliato di smettere, diventando il Bobby Charlton del calcio italiano”. Gianni Rivera è stato lapidario: “Totti smetta da solo e non se lo faccia imporre da nessuno”. Giancarlo Antognoni, che ha premiato Tardelli, ha escluso paragoni: “Io con Agroppi in panchina, quando ci furono problemi, avevo 31 anni, venivo da un infortunio, stavo bene e volevo giocare… Mi dispiace tanto per Francesco, ma lui deve fare a questo punto un esame di coscienza”. Damiano Tommasi telegrafico: “La Roma è Totti, Francesco ha chiesto solo rispetto”. 

Infine Gigi Simoni, ex tecnico anche dell’Inter: “Spalletti e Totti hanno i loro diritti. Ma Francesco rappresenta davvero tanto e naturalmente merita più riguardo”.  
 

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