Guida, com'è difficile essere un bravo arbitro

Guida, com'è difficile essere un bravo arbitro
di Roberto Avantaggiato
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Lunedì 1 Marzo 2021, 08:30

C’è stato grande lavoro per i varisti nell’ultimo turno di serie A. Lavoro di cesello, con righe e righelli tirati a più non posso per valutare le psizioni di fuorigioco. Il Var ha cominciato a lavorare in Spezia-Parma di sabato pomeriggio (giusto annullare la rete di Maggiore) e non si è fermato fino a ieri sera, quando ha fatto gli straordinari in Roma-Milan, all’Olimpico, dove sono stati annullate tre reti e concesso un calcio di rigore. Nel mezzo, le reti annullate all’Atalanta (Mahel è in posizione corretta, ma Godens che effettua il cross no) e quella convalidata a Sanchez, che segna il 3-0 per l’Inter pochi secondi dopo essere entrato in campo. Il clou nel posticipo, affidato a Guida, arbitro mai convincente nelle sue prestazioni, pure se molto portato dal designatore. È il Var Irrati a chiamarlo all’on field review dopo che Guida aveva lasciato correre (e quindi giudicato) un pestone di Fazio a Tonali. Fallo che c’è, ma che Guida non ha valutato tale. Per questo l’intervento del Var è sembrato azzardato, con Guida che ha probabilmente “subito” l’influenza del collega più esperto, andando a rivedere la sua valutazione (che non può essere dunque considerata un chiaro errore...) per tornare sui suoi passi senza troppa convinzione, mostrando sul volto tutti i dubbi della decisione.

Brutto segnale di una personalità che continua a latitare nell’arbitro campano. Il Var, in precedenza aveva fatto annullare due gol al Milan (per posizioni di fuorigioco) mentre Guida aveva fischiato un fallo di Mancini (molto dubbio anche questo) sul gol poi annullato a Mkhitaryan. Sull’armeno, poi, Guida non fischia un fallo di rigore, invertendo addirittura il fallo. Insomma, una direzione di gara che fà discutere e che rimette in gioco un direttore di gara che dovrebbe rappresentare il nuovo nel giorno in cui il vecchio (senza offesa) andava in tv a rompere un tabù. Meno male che l’unificazione delle Can A e B sta consentendo a Rizzoli di poter contare su arbitri che restavano nascosti in cadetteria. E’ il caso di Marinelli di Tivoli (buona autorità e una corsa che lo metteva sempre a ridosso dell’azione) e di Volpi di Arezzo, due direttori di gara che possono assicurare al designatore una scelta più tranquilla, al di là dei soliti noti, nel momento in cui Irrati, Calvarese e gli altri in parabola discendente usciranno di scena.

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