Gravina: «Playoff? Speriamo di giocare due gare in casa. Avviato l'iter per la naturalizzazione di Joao Pedro»

Gravina: «Playoff? Speriamo di giocare due gare in casa. Avviato l'iter per la naturalizzazione di Joao Pedro»
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Giovedì 25 Novembre 2021, 16:44

Domani, a Zurigo, ci saranno i sorteggi dei playoff per l'accesso ai Mondiali in Qatar del 2022. L'Italia arriva alle urne da testa di serie, ma il cammino non sarà così semplice. Al termine del consiglio federale, il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha parlato sia delle speranze per la Nazionale di Roberto Mancini, sia delle novità che potrebbero arrivare.

«Avere la possibilità di giocare entrambe le partite in casa sarebbe meglio, se il sorteggio ci darà una mano vorremmo giocare entrambe le gare in un'unica sede», ha iniziato il numero uno della Federcalcio. «Aspettative? Sono tutte squadre che vanno affrontate, i playoff sono sempre insidiosi, le conosciamo le difficoltà e le insidie. Ma le dobbiamo vivere con serenità riscoprendo il senso della nostra forza». «Sulla carta il Portogallo, in Portogallo, potrebbe essere l'insidia più importante».

Le novità ci potrebbero essere appunto per Joao Pedro, e non solo: «Il club Italia se ne sta interessando a 360 gradi, stanno lavorando su tre posizioni e sono a buon punto. Noi risolviamo il problema formale poi spetterà al ct valutare se chiamarli o no».

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Gravina: «Super green pass? Mossa giusta, ma speriamo non cambi la capienza degli stadi»

Gravina ha parlato anche del super green pass e della capienza degli stadi. «Condivido l'impostazione del governo italiano sul super green pass, è l'unica modalità per portare avanti la tutela e la difesa del nostro 75% di capienza negli stadi». 

«In Germania c'è già qualche partita al 50% e in altri campionati è in corso una valutazione. Difendiamo il 75% e accettiamo il consiglio Draghi che invita alla prudenza», ha aggiunto il presidente della Figc. Non vengono prese in considerazioni, invece, sanzioni a calciatori no vax come successo con il Bayern Monaco. «Dobbiamo evitare decisioni a macchia di leopardo - ha spiegato Gravina -. Se ci fosse un numero che potesse mettere a rischio la messa in sicurezza del sistema calcio chiederemmo un provvedimento ad hoc al Governo. Ma il sistema calcio ha risposto bene rispetto alla media di vaccini del paese e abbiamo chiesto a Leghe e AIC di sensibilizzare tutti». Il numero uno della Figc ha poi concluso: «Abbiamo il 95-96% di vaccinati. Quelli che mancano prevalentemente sono calciatori stranieri con vaccini non riconosciuti».

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