La Roma è senza pace, Mourinho con il Genoa in piena emergenza: «La formazione è un puzzle»

La Roma è senza pace, Mourinho con il Genoa in piena emergenza: «La formazione è un puzzle»
di Alessandro Angeloni
3 Minuti di Lettura
Domenica 21 Novembre 2021, 00:36

La situazione già non era proprio tranquillizzante, ci si è messo pure il Covid alla vigilia di Genoa-Roma. Non c’è pace. José Mourinho si ritrova in piena emergenza e senza l’equilibratore per eccellenza, Bryan Cristante. Che è uno dei due positivi della squadra (l’altro è Gonzalo Villar): vaccinati e colpiti, questo è. Sono in buone condizioni e ora in isolamento domiciliare, come da protocollo, almeno per i prossimi dieci giorni, fino a nuovo controllo. A Genova, altro giro di tamponi, che verranno effettuati questa mattina, visto che la gara è prevista per le 20,45. Si spera non ci siano altre sorprese: la Roma in questo momento è in bolla, casa-lavoro-casa, per i prossimi sette giorni.
C’È SMALLING
La voce di Mourinho in conferenza stampa, il suo tono spento, il ritmo lento delle sue parole, sono la colonna sonora del momento attuale della Roma. Che deve risalire in classifica e ora, oltre alla questione legata alla qualità della rosa, deve pure far fronte a infortuni e defezioni di varia natura. «Il lavoro svolto in settimana, finisce nella spazzatura, visto che abbiamo dovuto rinunciare a Bryan. Dobbiamo trovare delle soluzioni». Sì, ma quali? Intanto, Mou ha convocato in extremis Smalling, che è fuori da Roma-Empoli (3 ottobre) e questa settimana si è allenato quasi mai col gruppo. Il problema dei terzini non è risolvibile: tre ce ne erano (Spinazzola, Viña e Calafiori) e tre non ci sono. Quindi, se tutte le prove sono finite nella spazzatura, vedremo qualche calciatore fuori posizione, sia che si faccia la difesa a tre o a quattro. Il 4-2-3-1 è l’idea del passato, il sistema più conosciuto: Ibanez a sinistra, Kumbulla, che non sta benissimo (come detto c’è anche Smalling) e Mancini in mezzo, Karsdorp a destra. Rientrerebbe tra i titolari anche Zaniolo, nel classico ruolo di esterno, con Pellegrini ed El Shaarawy (tre gol a Marassi con la maglia della Roma) a terminare il terzetto dietro Abraham. E il compagno di Veretout? In questo caso, Darboe (più di Diawara) che però ultimamente ha convinto poco Mou. «Dobbiamo trovare un puzzle che ci permetta di prendere i punti. È un momento di difficoltà, sarà una partita divertente. Solo io so chi gioca. Entreremo in campo per vincere e non cambieremo questa idea neanche in un momento di difficoltà». La difesa a tre, invece, è l’ipotesi del momento, quella nata in assenza di terzini di ruolo. A Marassi sarà-sarebbe una Roma sbilanciata, visto che l’esterno dovrà essere El Shaarawy e il trequartista Zaniolo, con le due punte (Abraham e Shomurodov) e Pellegrini basso al fianco di Veretout. Insomma, la sfida con Shevchenko si prospetta molto complicata (a Marassi la Roma non perde dal 2014), ma lo è anche per l’ex Milan, che non avrà la più pallida idea di chi si ritroverà davanti. Il tecnico del Genoa vuole fare bella figura davanti al suo ex maestro, con cui al Chelsea ha vissuto un periodo difficile. Per l’ucraino, parole dolci dallo Special. «Spero gli possa capitare quello che è capitato a me, che ho perso alla prima partita ufficiale da allenatore e poi ho vinto tanto. Gli voglio bene».
IL GELO
Si picca un po’, Mou, quando gli viene chiesto conto delle parole di gm Tiago Pinto e se avrà pazienza vista l’impossibilità di costruire un instant team, rispondendo con un secco «prossima domanda». La società precisa che non c’era alcun intento polemico: «Si riferiva infatti a frasi dette da Antonio Conte, ora al Tottenham».

© RIPRODUZIONE RISERVATA