Genoa-Napoli 1-2: la pioggia non ferma Ancelotti, Juventus a tre punti

Sabato 10 Novembre 2018 di Marco Callai

Il Napoli lancia un messaggio preciso a Juventus e Inter. La squadra di Ancelotti sa far fronte alle difficoltà e a risolvere situazioni complicate. La fortuna premia gli audaci: così si può spiegare l’autogol-vittoria di Biraschi a 4 minuti dal termine. Genoa caparbio nel primo tempo, a segno con Kouamè, ma sfiancato nella ripresa dalle tante energie spese. I cambi di Ancelotti, con i determinanti Fabian Ruiz (autore dell’1-1) e Mertens (relativo assist) per gli spenti Zielinski e Milik, sono illuminanti. Partita sospesa al 60’ per meno di un quarto d’ora a causa di un nubifragio. Campo pesantissimo, ma Napoli capace di far registrare un possesso palla vicino al 70 per cento. Non male per chi gioca in trasferta…

I problemi accusati alla schiena da Mertens durante la partita con il PSG spingono Ancelotti a non forzarne l’impiego. E’ Milik a far coppia con Insigne. Gli altri ballottaggi si risolvono con le scelte di Hysaj come terzino destro e Zielinski come esterno sinistro. Juric può disporre nuovamente di Criscito e, davanti, della coppia Piatek-Kouamè.  

Dopo gli iniziali duelli Koulibaly-Kouamè, è il Napoli a provare a imporre il proprio gioco. Palla a terra, circolazione veloce ma anche improvvisi cambi di fronte come quando al 5’ Allan apre a sinistra per l’inserimento di Zielinski, ben murato da Romulo.  

Insigne è la solita mina vagante, inizialmente Juric non riesce a ingabbiarlo. La sua accelerazione per via centrale all’11’ è devastante, Radu benedice il palo alla sua destra contro cui si infrange il bolide del piccolo centravanti partenopeo.  Il Napoli alza il ritmo e la ragione principale sta nella libertà di cui dispone Allan nel confronto con uno svagato Veloso.

Il Genoa sa soffrire nei primi 20 minuti . Criscito crea problemi a Milik, Romero prende le misure a insigne prima di salvare, di corpo, su una botta sicura di Zielinski. E’ da una palla persa da quest’ultimo a nascere il vantaggio di Kouamè: colpa dell’esterno sinistro polacco, di Hjsay che si fa prender il tempo dall’ivoriano, a segno di testa su cross di Romulo, ma in generale di tutta la distratta retroguardia. Il Napoli rischia ancora nei successivi minuti perché, scoprendosi, offre al fianco alle ripartenze avversarie. Al 36’ la sfortuna e l’istinto di Radu, su una conclusione ravvicinatissima di Milik, negano il pari.  A prevalere, nel primo tempo, è la buona organizzazione della squadra di Juric, con corte distanze tra i reparti e gli uomini di fascia, Lazovic e Romulo, generosi anche in copertura.

Nell’intervallo Ancelotti toglie i peggior, Zielinski e Milik, e li sostituisce con Fabian Ruiz e Mertens. L’intensità della pioggia cresce fortemente nei minuti iniziali della ripresa e porta Abisso , poco prima del quarto d’ora, a sospendere la partita per impraticabilità del campo. Alla ripresa del gioco, dopo circa 14 minuti di stop, il Napoli è ancora più motivato e riequilibra l’incontro proprio grazie alle forze fresche della  partita. Al 17’,  il tacco di Mertens illumina Fabian Ruiz. L’inserimento per l’1-1, a centro area, è perfetto. La partita è sempre più condizionata da un campo reso pesantissimo dalla pioggia. Il Napoli ha il merito di non smettere di credere alla possibilità di aumentare, con un prezioso successo esterno, la pressione sulla Juventus. A 4 minuti dal termine, su punizione di Mario Rui, un maldestro intervento di Biraschi provoca l’autogol-partita. E' l'episodio che taglia le gambe a uno stanchissimo Genoa e premia gli sforzi di Mertens e compagni.

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Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 00:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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