Medeiros manda in estasi il Genoa
Cagliari all'inferno al novantesimo: 2-1

Medeiros manda in estasi il Genoa Cagliari all'inferno al novantesimo: 2-1
di Marco Callai
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Martedì 3 Aprile 2018, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 21:54

E’ il portoghese Medeiros l’uomo della Provvidenza in casa Genoa. Un suo gol d’autore, al 90’, rovescia il destino di un match incanalato sui binari della parità. Ballardini non vinceva dallo scorso 17 febbraio (2-0 casalingo all’Inter) e aveva bisogno di tornare al successo per condurre la sua squadra in acque tranquille. I 10 punti di vantaggio sul Crotone, ora terz’ultimo, consentono ora di guardare la classifica con occhi diversi e, soprattutto, pensare a un derby da giocare senza troppi calcoli o paure. Diversamente il Cagliari, forse oggi punito oltre i propri demeriti, non può permettersi più di abbassare la guardia. Cinque lunghezze sulla zona retrocessione sono ancora troppo esigue. Da registrare altri 4 minuti, dopo analogo tempo impiegato in Genoa-Spal, spesi attorno a una decisione arbitrale con il lento ricorso al VAR.

Ballardini rivoluziona il centrocampo con l’impiego di Bessa e Cofie. Non ce la fa Pandev ed è rimpiazzato da Medeiros che ha il compito di sostenere Lapadula. Tanti cambiamenti anche nel Cagliari. Pisacane e Andreolli per la difesa, Dessena per il centrocampo.  

Partita dai ritmi molto bassi nei primi 20 minuti. Nessuna delle due squadre riesce a prendere il sopravvento e a trovare la profondità. Sui calci piazzati, il Cagliari ha buone chance senza però far valere la fisicità di Pavoletti. L’occasione ghiotta è per Sau, al 25’, ma Perin dimostra sangue freddo nell’opporsi alla conclusione ravvicinata. Il Genoa cerca insistentemente Lapadula, stretto nella morsa della difesa a 3 isolana. Il centravanti ex Milan deve inventarsi qualcosa: di prima intenzione, eludendo l’asfissiante controllo, è bravo a sfiorare il palo alla destra di Cragno. Sprazzi di vitalità, prima di passare all’episodio cruciale. Alla mezz’ora Maresca indica il dischetto dell’area del Cagliari dopo la spinta di Lykogiannis a Rosi ma poi, a fronte di un richiamo auricolare, di ricorre al VAR. Le immagini della TV, secondo il fischietto di Napoli, dicono l’esatto contrario. Passano 4 minuti prima di chiarire completamente la situazione. Il verdetto finale è rimessa dal fondo, il dissenso del pubblico particolarmente rumoroso.

Il Genoa cambia smalto nel secondo tempo. Più aggressivo e preciso nelle rifiniture, da subito il Cagliari è messo alle corde e alla prima azione in velocità, all’8’, va al tappeto. Perfetto cross dalla destra di Hiljemark e stacco vincente di Lapadula. Un gol importante per far pace con i propri tifosi dopo l’’insufficiente prestazione contro la Spal di 3 giorni fa. Il Genoa cambia metodo e lascia alla squadra di Diego Lopez l’iniziativa per poi sorprenderla con due ripartenze (Bessa, Lapadula) e le conseguenti, brucianti, ammonizioni dei diffidati Andreolli e Ceppitelli. La prima ipotesi di reazione, però, costa ancor di più a Ballardini. La trattenuta di Zukanovic ai danni dell’astuto Faragò significa rigore. La trasformazione di Barella è perfetta. Sembrano crederci più gli ospiti, con il palo colpito da Pavoletti di testa a Perin battuto, ma alla fine è il Genoa a dimostrarsi più audace. Lo spirito battagliero di inizio ripresa è riacceso da Migliore, dentro al 39’ per Laxalt. Il suo cross, al 45’, è respinto dalla difesa ma è il prologo all’inserimento di Medeiros. Il sinistro indirizzato all’angolino dal portoghese è il jolly del martedì. Il Genoa torna così al successo dopo un mese e mezzo.  

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