ROMA

Garcia: «Non mollo, spingerò la Roma fino alla morte»

Mercoledì 16 Dicembre 2015 di Redazione Sport
«Stasera era normale vincere e non lo abbiamo fatto, è un fallimento. Dobbiamo rimanere in piedi nella tempesta, ritrovare lo spirito dei lupi, ma io non mollo mai e spingerò la squadra fino alla morte, se serve». Così Rudi Garcia, dopo il ko della Roma contro lo Spezia in Coppa Italia.

«Non mi sento tradito da nessuno, io amo i miei giocatori e so che possono fare di più di quanto visto con lo Spezia - aggiunge Garcia in conferenza stampa all'Olimpico -. Adesso l'unica cosa che bisogna fare è non mollare e tornare a vincere da domenica col Genoa. Serve carattere e orgoglio». «Siamo tutti arrabbiati, io per primo, per lo spettacolo che abbiamo dato questa sera. Non si può uscire dalla Coppa Italia contro una squadra di Serie B. Serve un atteggiamento differente in campo» conclude il tecnico francese.

«Nel primo tempo ci è mancato tutto - ammette Garcia - Si vede che alcuni giocatori hanno perso fiducia, non è normale non provare a saltare l'uomo o a prendere rischi, giocando solo lateralmente o indietro. Questa partita deve servire da lezione ai giocatori per capire che quando si gioca con i dubbi non si va da nessuna parte. Dobbiamo recuperare entusiasmo e fiducia, e questo dobbiamo farlo noi perché non ci aiuta nessuno».

Il tecnico definisce «fondamentale» la gara di domenica all'Olimpico contro il Genoa: «Ci serve una vittoria, penserò a come arrivare al match con il Genoa nel migliore dei modi. Questa striscia negativa la dobbiamo interrompere. Ora basta, dobbiamo rimettere tutto a posto». Secondo Garcia, «non è un problema tattico ma mentale» a bloccare la Roma. «Dal punto di vista tattico non prendiamo gol ma abbiamo perso l'equilibrio, non segnamo più. Ci manca qualcosa, e non parlo solo degli infortunati. Domani -dice- parlerò ai giocatori. Ovviamente ascolterò anche per sentire la loro opinione ma non abbiamo alibi questa sera». Ultimo aggiornamento: 20:50


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