Gravina e la Figc al governo: «Sostenete il mondo del calcio»

Gravina e la Figc al governo: «Sostenete il mondo del calcio»
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Venerdì 30 Luglio 2021, 16:28 - Ultimo aggiornamento: 19:41

L'Sos della Figc e di Gabriele Gravina, il presidente, è forte e chiaro: «Sostenete il sistema calcio, è fondamentale per la ripresa generale dell'Italia», scrivono dalla federazione in un documento ufficiale inviato oggi alla presidenza del Consiglio dei ministri, ai rappresentanti dei Dicasteri di Economia e Finanze, Salute e Sviluppo Economico, nonché al sottosegretario allo Sport.

Gravina scrive a Draghi: «Serve un sostegno per il calcio»

«Le gravi ripercussioni economiche generate dall'emergenza pandemica da Covid-19 e le conseguenti misure di contenimento a cui si sono sottoposti i club professionistici sono diventate ormai insostenibili, mettendo a rischio la sopravvivenza dell'intero comparto», si legge ancora nella lettera presentata dalla Figc a Mario Draghi.

«Siamo ad un bivio - sottolinea ancora il numero uno Gravina -. Dobbiamo agire con celerità per impedire che la crisi del calcio professionistico obblighi i Club al blocco dell'attività, mettendo così in ginocchio tutto il comparto sportivo, le aziende dei 12 settori
merceologici ad esso collegati e l'intero sistema Paese, con un non auspicabile decremento della contribuzione fiscale diretta e indiretta. Non abbiamo chiesto ristori al Governo, piuttosto di riconoscerci l'importanza socio-economica che il calcio ha attraverso l'adozione di alcune misure urgenti per risollevare i club dalla crisi generata dal Covid-19. Il calcio può avere un ruolo determinante per la ripresa complessiva dell'Italia».

 

Nella nota, la Federcalcio sottolinea «il rischio della sopravvivenza dell'intero comparto del calcio che, come ampiamente dimostrato nel documento inviato dalla Figc al
Governo, di fatto rallenta anche la ripresa economica generale dell'Italia». Per ogni euro investito dal governo italiano nel calcio - scrive la Figc - infatti, il sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 17,3 euro, con evidenti benefici in termini percentuali sul PIL, tanto che l'ammontare della contribuzione fiscale e previdenziale del calcio professionistico degli ultimi 13 anni è stata pari a 14
miliardi di euro.

«Gli importanti risultati ottenuti fino ad ora dalla Figc, grazie alla costante e proficua interlocuzione con il governo (dagli interventi in materia di fiscalità, ai rimborsi per le spese sanitarie, passando al rinnovo per il mondo del calcio delle facilitazioni contenute nel cosiddetto decreto 'impatriatì, solo per citarne alcuni), rischiano di essere
vanificati - si legge nella nota della Federcalcio - senza interventi più strutturali a livello legislativo e soprattutto un'adeguata programmazione per la stagione agonistica alle
porte».

 

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