Florenzi, insicurezze e lampi: mica sarà il rinnovo del contratto a condizionarlo...

Sabato 17 Febbraio 2018 di Alessandro Angeloni
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dal nostro inviato
UDINE Mica sarà il (discusso) rinnovo del contratto a condizionare Alessandro Florenzi. Forse no, ma forse anche sì. Meglio pensare che il fatto di non vedere il miglior Florenzi dipenda più dalla sua condizione fisica che, ovviamente, è approssimativa, spuntata: va ricordato che Ale è reduce da un doppio intervento al ginocchio e di solito la stagione successiva non si è mai al meglio, si vive di insicurezze e di lampi, di corse lunghe e di stop, di cross perfetti e ciabattate inspiegabili. Due crociati in uno, insomma, non aiutano, così come il futuro tutto da decifrare e da quantificare. 

Eppure lui aveva ricominciato benissimo, ora è in calo, anche a Udine, una prestazione così e così, non alla Florenzi. E guarda caso, proprio mentre deve discutere il rinnovo del contratto, che scade tra un anno. In genere quando ti siedi al tavolo della trattativa, per avere il coltello dalla parte del manico, devi arrivare da una serie di prestazioni da top, specie se vuoi un contratto da romano top, da vice capitano. Ma quelle, ora, mancano. E il contratto da top tarda ad arrivare. Poi ci sta pure che - durante la trattativa - emerga il concetto che la Roma non possa "permettersi" di perdere un suo figlio e quindi qualcosa in più è disposta a concedere in sede di rinnovo. E Ale, quindi, anche per questo, ha il coltello dalla parte del manico. Ma il contratto ancora non è stato firmato. Va da sé poi, che se sei a un anno dalla scadenza e se sei Florenzi, che magari non è Dani Alves (cit) ma è "solo" un signor giocatore, quel famoso coltello sempre in mano ce l'ha lui. E allora? La firma arriverà, ma più tempo passa e quel coltello rischia di far male a qualcuno. Lo scenario, aspettando il Florenzi vero.
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