Milan, Pioli sfida il passato: «Con la Fiorentina non è una gara normale». Ibra e Giroud si giocano una maglia

Milan, Pioli sfida il passato: «Con la Fiorentina non è una gara normale». Ibra e Giroud si giocano una maglia
di Salvatore Riggio
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Venerdì 19 Novembre 2021, 14:34

Il Milan riparte da Firenze, dalla partita contro la Fiorentina. Stefano Pioli sfida il suo passato e cerca punti per consolidare il primato in classifica, in attesa poi della gara di San Siro di domenica tra Inter e Napoli. I viola avranno assenze importanti in difesa, ma il tecnico rossonero non si fida: «Diffido sempre dalle squadre che sembrano in difficoltà per delle assenze, è successo anche a noi e abbiamo sempre trovato più energie. Loro hanno un’identità precisa, è un avversario difficile. Per me una gara importante per gli anni trascorsi lì e per il ricordo di Davide Astori, sempre più forte quando torno a Firenze. Vlahovic? È cresciuto tantissimo, l’ho allenato e faceva già vedere di essere bravo. È un attaccante molto forte. Vincenzo Italiano? Sta facendo bene».

Al Milan non ci saranno Calabria e Rebic: «Speriamo che Davide possa tornare presto. Il Milan sta bene, certo non ci voleva il suo infortunio visto l’ultimo blocco di partite che dovremo affrontare da oggi fino alla fine del 2021. Inoltre, non ci sarà nemmeno Rebic, stava bene ma nella partitella ha sentito qualcosa dopo un colpo di tacco». Sulla sosta: «Non ho questi pensieri. La sosta c’è e si programma nel migliore dei modi possibili. A parte Calabria, chi è stato in Nazionale sono tornati bene. Il Milan si sta preparando bene per la sfida in casa della Fiorentina». Con il ko del croato, ci sarà Rafael Leao nella linea della trequarti. Davanti Giroud è in vantaggio su Ibrahimovic. «Chi sta meglio tra i due, gioca. Come vale per tutti gli altri calciatori. Poi valuto in base all’avversario». Infine, a centrocampo c’è qualche dubbio. Si giocano due posti Tonali, Bennacer e Kessie: «Frank è tornato bene dalle Nazionali. Nel derby la sua prestazione è stata giudicata solo per l’episodio del rigore, in cui poteva certamente fare meglio, ma poi ha fatto bene».

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