Figc, l'assemblea sceglie Tavecchio
«Sarò il presidente di tutti»

Figc, l'assemblea sceglie Tavecchio «Sarò il presidente di tutti»
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Lunedì 11 Agosto 2014, 10:41 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 12:51

E' Carlo Tavecchio il nuovo presidente della Figc. L'Assemblea federale lo ha eletto presidente al terzo scrutinio con il 63.63% dei voti. Lo sfidante Demetrio Albertini si è fermato al 33,95%. Le schede bianche hanno raggiunto il 2,42%.

«Sarò il presidente di tutti soprattutto di quelli che hanno espresso il loro dissenso», ha detto tra le lacrime un commosso Carlo Tavecchio. «Cercherò di migliorare il mio modo un po' ruvido e poco glamour come qualcuno lo ha definito giustamente», ha detto ringraziando. «Con le parole sono poco a mio agio, ma invito le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi al lavoro», ha aggiunto.

Da domani, il nuovo presidente sarà a disposizione della Federazione. «Non farò conferenze subito, ma prometto che entro il 18 agosto mi presenterò con la

lista del lavoro fatto questa settimana - ha spiegato Tavecchio - Non ho fatto ancora nessun approccio con ct e nessuna operazione di una nuova governance, che dovrà essere condivisa con il consiglio federale».

Una dimostrazione di «grande serietà e democrazia» secondo Tavecchio, che ha rivolto un pensiero speciale a «coloro che mi hanno dato fiducia e sentire il loro contributo e continuo appoggio anche nei momenti difficili».

L'ultimo pensiero di Tavecchio è stato per Abete: «Posso assicurare che oggi a 71 anni ho imparato una lezione. Un grande uomo lascia la Figc, è una grande perdita per tutti noi grazie di tutto», ha concluso il nuovo n.1 di via Allegri prima di abbracciare commosso il suo predecessore.

Il primo scrutinio

Il secondo scrutinio

E' amareggiato invece il commento a caldo dello sconfitto Demetrio Albertini: «Volevo essere un'alternativa diversa ma si è rivisto il corporativismo del patto delle Leghe. Il blocco è sempre difficile da scardinare. In bocca al lupo a Tavecchio, non sarà semplice sostituire Abete», ha detto Albertini.

Il neo presidente Figc, Carlo Tavecchio, dovrà ora cercare di unire le varie anime della federazione. «È possibile? Il presidente Abete l'ha fatto - ha rilevato Albertini - dipenderà dai decreti, dai cambiamenti dello statuto, dall'incisività che si potrà avere.

Cosa farò ora? Torno a casa da mia moglie e i miei figli».

LE CONGRATULAZIONI DI MALAGO'

«Complimenti a Tavecchio per l'elezione e benvenuto nella grande famiglia del consiglio nazionale del Coni». Questo il messaggio al neoeletto presidente della Figc da Giovanni Malagò, presidente Coni. «Sono convinto che porterà presto novità anche all'interno della governance. Avevo detto che ci sarebbero state sorprese e ci saranno a breve. Ma tocca a Tavecchio annunciarle e comunicarle».

«Complimenti anche ad Albertini che ha combattuto lealmente fino all'ultimo - le parole di Malagò - Adesso però si deve guardare avanti. Tavecchio è stato bravo a farsi eleggere ma ora dovrà essere ancora più bravo per portare dalla sua parte anche chi non l'ha votato. Come sostengo da sempre, il calcio ha bisogno di riforme importanti che si possono realizzare solo con la piena condivisione di tutte le componenti», ha concluso il presidente del Coni, facendo a Tavecchio gli auguri di buon lavoro.

L'ADDIO DI ABETE

L'Assemblea si era aperta questa mattina con il discorso d'addio di Giancarlo Abete.

«Spero che la Figc abbia un presidente, non un commissario. Non ho mai creduto agli unti del signore, non serve chi non ha dimestichezza con i voleri che vengono dal basso, dalla base», aveva detto il presidente dimissionario.

«La Figc è una casa di vetro, ogni tanto vanno lavati, ma dall'interno sono tutti puliti anche se c'è chi tenta di sporcarli dall'esterno - ha continuato il presidente uscente - La federazione ha i conti in ordine, non contribuisce al debito pubblico e il mondo del calcio ha un credito forte nei confronti dello Stato e dello sport. Toglierle soldi sfavorirà chi cerca di portare avanti gli interessi generali e di contrastare quelli privatistici».

«Lascio con grande serenità per quello che ho fatto e per come l'ho fatto», dice Abete, a tratti commosso, congedandosi con un lunghissimo intervento arricchito da citazioni di Emmanuel Kant,

Alcide De Gasperi, Steve Jobs, Isabel Allende, Gabriele D'Annunzio. «Da gennaio 2015 mi prendo qualche mese di riflessione, farò anche io l'opinionista. In tanti mi dicono 'sei troppo signore, sei troppo buono, non ti vendichì. Forse hanno ragione, cercherò di non cambiare: non ne vale assolutamente la pena. Ho sempre considerato la

federazione come una casa. Ma ora torno a casa, da quelli che amo», ha concluso prima di ricevere l'abbraccio di Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini, i candidati alla presidenza.

A Fiumicino non era presente il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che aveva seguito l'assemblea dalla vacanza. A fare le sue veci il segretario Roberto Fabbricini, che si era augurato che dall'assemblea della Figc esca una «governance forte».

FUORI DAL CORO

Prima dell'inizio dell'assemblea, il direttore generale della Juventus Beppe Marotta aveva predetto che

«Il consiglio della Figc sarà frammentato e non sarà facile attuare le riforme nell'immediato.Non credo in un ricompattamento, al di là che ci siano sette, otto o dieci club le posizioni sono chiare e ci sono due anime in Lega».

«Lascia perplessi il super attivismo di Lotito, che fa da tutor al candidato Tavecchio -aggiungeva Marotta-. È una cosa impopolare e unica nella storia della federazione italiana, sembra che ci siano interessi personali a discapito di quelli collettivi. Non abbiamo trovato riscontro in questa nomination (di Tavecchio ndr) ma le riforme e il programma sappiamo tutti che li dobbiamo attuare». Marotta commenta poi le voci secondo cui potrebbero essere nominati Michele Uva come direttore generale della Figc e Giulio Napolitano nel ruolo di commissario ad acta nel caso di una vittoria di Tavecchio, il grande favorito alla presidenza: «L'ho appreso dai giornali, toccherà al presidente comporre la sua squadra». Un commento anche su Antonio Conte, dato come papabile ct dell'Italia. «È un'ottima scelta, un grande allenatore, un professionista serio che può far bene sia a livello di club sia di nazionale. Ma le scelte non competono a noi».

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