Bruxelles, il calcio non si lascia intimorire: Europei confermati, niente porte chiuse

Bruxelles, il calcio non si lascia intimorire: Europei confermati, niente porte chiuse
di Ugo Trani
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Giovedì 24 Marzo 2016, 09:23 - Ultimo aggiornamento: 13:15


Il calcio va avanti. Non come se niente fosse, perché questo non è proprio possibile. Ma senza paura. Gli Europei in Francia, dunque, si svolgeranno regolarmente dalla sera del 10 giugno (e fino al 10 luglio) e inizieranno proprio al Saint Denis, lo stadio in cui il terrorista Salah avrebbe dovuto farsi saltare in aria lo scorso 13 novembre, la notte degli attentati di Parigi. Quella sera la nazionale transalpina ospitò per un'amichevole la Germania campione del mondo (match interrotto solo per qualche minuto, dopo le esplosioni all'esterno, per permettere a Hollande di lasciare l'impianto). Il debutto nella manifestazione continentale dei Bleu di Deschamps sarà contro la Romania. L'Italia, invece, entrerà in scena il 13 giugno a Lione contro il Belgio. Il calendario è, al momento, confermato.

PUBBLICO INVITATO
Nemmeno l'Uefa è disposta ad arretrare. Per non certificare debolezza e preoccupazione. Così ha subito escluso che le gare si possano disputare senza tifosi in tribuna, cioè a porte chiuse. Il comunicato è arrivato puntuale, ventiquattr'ore dopo gli attentati di Bruxelles: «Siamo totalmente fiduciosi che tutte le misure di sicurezza necessarie saranno messe in campo per garantire un campionato europeo sicuro e festoso e, dunque, non è prevista la disputa di partite a porte chiuse». Soluzione, per la verità, prospettata martedì da Giancarlo Abete, attuale vice presidente Uefa. «Stiamo lavorando per affrontare eventuali momenti di urgenza con molteplici scenari relativi a una situazione di crisi, allo scopo di tutelare la sicurezza di tutti i partecipanti (calciatori, tifosi etc), nel modo più attento e rigoroso» chiariscono da Nyon. La presa di posizione sta bene al Coni, come ha chiarito il presidente Giovanni Malagò: «Condivido l'intervento dell'Uefa. Sono dell'idea che questo tipo di provvedimenti non debbano essere presi in considerazione: in questo modo quei signori, che non trovo aggettivi per definire, avrebbero vinto. Loro vogliono impedirci di vivere una vita normale e di andare a vedere una partita: chiudere uno stadio sarebbe un precedente pericoloso e sbagliato». Buffon è d'accordo: «Mi fa piacere che l'Uefa non preveda partite a porte chiuse all'Europeo. Non dobbiamo abituarci agli orrori. La reazione che ho avuto non è stata forte come quella per Parigi e mi sono chiesto se queste cose stiano diventando normali. Mi auguro che manteniamo la lucidità per sentirci sempre sconvolti da queste aggressioni alla nostra libertà». Conte aggiunge: «L'Europeo è una festa, ma drizziamo le antenne».
 
SEMPLICE SPOSTAMENTO
Belgio-Portogallo, in programma martedì, non si giocherà più a Bruxelles. La gara non è stata però cancellata. Si disputerà lo stesso giorno a Leiria. Inversione di campo per motivi di sicurezza. Nessuno stop: domani ad Amsterdam c'è Olanda-Francia e sabato a Berlino si gioca Germania-Inghilterra. Ma il calcio non può stravincere. Matias Suarez, attaccante argentino dell'Anderlecht e compagno di Okaka, ha invece deciso di lasciare il club belga: «Ho molta paura, devo pensare alla mia famiglia».

INIZIATIVA NAZIONALE
Stasera, alla Dacia Arena di Udine, l'amichevole Italia-Spagna: intensificate le misure di sicurezza sia in città (bonificati gli alberghi dove alloggiano le 2 nazionali e scortati i bus) che allo stadio (sorvolato oggi, per tutta la giornata, da un elicottero e dal primo pomeriggio controlli accurati ai varchi di prefiltraggio). La Figc e la Rfef (le federcalcio dei 2 paesi) hanno concordato di fermarsi per ricordare, con un minuto di raccoglimento, sia le 7 studentesse universitarie decedute nell'incidente stradale di domenica a Tarragona che le 32 vittime degli attentati di Bruxelles e di tutti gli atti di violenza e terrorismo che hanno stroncato vite innocenti.