Stella Rossa Belgrado-Sassuolo 1-1, vantaggio di Berardi, pari di Katai: Di Francesco si qualifica alla fase a gironi

Giovedì 25 Agosto 2016 di Vanni Zagnoli
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Con molta facilità, il Sassuolo passa ai gironi di Europa League. Bastava lo 0-2, dopo il 3-0 di Reggio, a Belgrado arriva l’1-1 come a Lucerna, ma i neroverdi sono stati superiori alla Stella Rossa e meritavano ampiamente il successo. All’ex Marakana non devono impazzire per controllare i biancorossi, anche se Katai a destra è più pericoloso rispetto a una settimana fa. Un paio di folate arrivano dopo un quarto d’ora, tuttavia le occasioni migliori del primo tempo capitano a Matri. Lanciato da Magnanelli, quasi 400 presenze con il Sassuolo, l’ex laziale coglie il palo dal limite, sull’uscita di Kahriman, che gli chiude lo specchio a metà primo tempo, dopo una doppia finta. I serbi pungono senza continuità, anche Politano esalta il portiere con una girata aerea. Il gol arriva al 28’, con l’assist da destra di Pol Lirola per Berardi, il talento di Calabria finta due volte su Phibel e insacca sul primo palo, sorprendendo Kahriman. E’ alla 6^ rete estiva, dovrebbe debuttare in nazionale già a Bari, con Ventura. Lì i serbi dovrebbero segnarne 5, per passare, e allora ricevono qualche fischio dalla curva delije (tradotto, eroi), che cantano ininterrottamente durante ogni partita. Neanche si paga, in quel settore, si entra e basta, ma non c’è clima di intimidazione, nei confronti del Sassuolo. E anche era inutile il presidio dei poliziotti nel tunnel di ingresso in campo. Il cuore della tifoseria biancorossa si è visto nel rispetto assoluto del minuto di raccoglimento, neanche negli stadi italiani c’è in genere questo silenzio, questo significa che anche da oltre Adriatico c’è solidarietà per le vittime del sisma. Il Sassuolo gioca bene, come sempre, e sbaglia altri gol. Con Matri scheggia la traversa su cross da destra. La Crvena Zvezda è scesa parecchio, di livello, rispetto ai due trofei conquistati da Zenga o anche dai mesi di Zeman, che venne esonerato. Gli emiliani vanno in difficoltà vera una sola volta, nel primo tempo, quando Consigli si oppone a Vieira e Mouche manda altissimo. Tenevano a vincere, non solo a qualificarsi, perchè hanno ambizioni sempre. Hanno lo spirito olimpico che piace tanto a Eusebio Di Francesco. Di tutta Rio 2016, l’allenatore è rimasto affascinato dalle finali del tennis, dall’oro di Monica Puig (Portorico) e dall’argento dell’argentino Del Potro, da 142° al mondo. Ecco, ogni impresa neroverde ha il sapore di primi ori della storia a cinque cerchi per i 10 piccoli Paesi rivelazione in Brasile. E dietro ha la Mapei, multinazionale, rappresentata dall’ad sassolese Giovanni Carnevali, proprietario di Mastergroup, creativi del marketing. Matri non trasforma due opportunità anche alla ripresa, c’è aria di 2-0, invece arriva il pareggio. Katai scambia con Vieira, trova un sinistro angolatissimo dal limite, Consigli non può arrivare. La Crvena Zvezda è dignitosa, Di Francesco come sempre cambia l’intero tridente, stavolta però inserisce un difensore al posto di Berardi, è l’olandese Letschert, al debutto assoluto con i neroverdi, facendo avanzare Pol Lirola, incerto solo nel primo tempo con un rinvio contro il braccio di Biondini. La fucina dei giovani è sempre aperta e dà spettacolo anche fuori dall’Italia.

  Ultimo aggiornamento: 22:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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