E' proprio l'anno dell'Atalanta, vince lo scudetto primavera: 1-0 all'Inter, a 6' dalla fine

Venerdì 14 Giugno 2019 di ​Vanni Zagnoli
La finale primavera va più o meno come si pensava, cioè l’Atalanta fa la partita, a lungo, viene premiata solo a 6’ dalla fine, con il gol di Ebrima Colley, uscito dalla panchina. L’Inter si difende e gioca di esperienza, tattica, alla Fulvio Pea, quando dietro Mourinho vinse parecchio, a livello giovanile.

Oggi Pea è responsabile del settore giovanile del Livorno, in B, eppure conserva un rapporto personale con il re degli allenatori. Re è anche Brambillino, Massimo Brambilla, gracile ex regista del Torino, rivelatosi nella Reggiana di Franco Dal Cin, un quarto di secolo fa. Vince la sua Atalanta e stramerita perchè “calcia verso la porta anche 30 volte a partita”, sottolineava Coppetelli, il tecnico del Toro, eliminato per 4-3 ai supplementari, in semifinale.

Coppetelli è il tecnico più giovane del nostro calcio, fra i rarissimi laureati. “In scienze politiche”. Quest’anno è stato il primattore giovanile, ma sul più bello ha vinto l’Atalanta, 0-0 in un primo tempo d’attacco e ripresa a contenere i campioni uscenti, sostenuti da un gruppo di ultras vocianti, controllato fuori da decine di poliziotti e stewart, come se fosse un derby di serie A. “Chi non salta un bergamasco è” e poi insulti ai milanisti. Quando c’è aria di supplementari, il contropiede orobico è fulmineo, Kulusevski (premiato come mvp da Piergiulio Morosini, fratello di Piermario, morto 7 anni fa), serve Colley e il gambiano dal limite fulmina Dekic, era già piaciuto l’anno scorso, nella semifinale vinta dalla Fiorentina.

Da Stefano Vecchi ad Armando Madonna, dunque, l’Inter non vince più, perde ai rigori con il Torino la supercoppa, si arena presto nella coppa Italia vinta dalla Fiorentina sul Torino, mentre al Viareggio è uscita ai quarti, 3-0 dal Bruges, Belgio.

E’ invece l’anno dell’Atalanta, da Champions con il terzo posto, miglior piazzamento di ogni tempo (ma a Grugliasco ieri notte non abbiamo visto vessilli per Gasperini, è il suo paese, nel torinese) e il terzo scudetto primavera, i primi arrivarono negli anni ’90 rivelarono Cesare Prandelli come allenatore e poi Giovanni Vavassori. L’unica stonatura sono i tanti stranieri fra i titolari, metà squadra, più i panchinari. Solo Roberto Piccoli ha debuttato in serie A, senza segnare. Vediamo chi diventerà famoso fra questi 2000 e 2001, gli unici ì99 sono Zortea, capitano, e Braciano.


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