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Roma, Pinto: «Dzeko ora non è il nostro capitano. Abbiamo risolto i problemi come in una famiglia»

Mercoledì 3 Febbraio 2021 di Gianluca Lengua
Roma, Pinto: «Dzeko non sarà più capitano. Abbiamo risolto i problemi come in una famiglia»

Tiago Pinto si presenta davanti alle telecamere per fare chiarezza sulla questione Edin Dzeko-Fonseca, ma anche per ribadire l’assoluta concretezza del progetto targato Friedkin: «Negli ultimi giorni ho avuto delle riunioni con il mister ed Edin volte a rinforzare la fiducia reciproca, siamo usciti fiduciosi e sicuri di poter raggiungere gli obiettivi e i successi con la Roma. Il bene collettivo e della Roma sono più importanti degli interessi dei singoli. La fascia di capitano? Sono convinto che un club debba reggersi su disciplina, regole e norme da rispettare. In questo momento Edin non è il capitano della squadra». Ecco la conferenza integrale del direttore sportivo della Roma, Pinto.

 

Mercato. «Pellegrini è stato l’unico del quale ho parlato nella mia prima conferenza stampa e l’ho fatto perché tutti nel club riteniamo che rispetti i valori del nostro progetto, è un team worker ed è dedito al lavoro. Siamo ottimisti per il rinnovo a breve ci sentiremo con l’agente per risolvere tutto. Sono una persona ambiziosa ed esigente con sé stessa, per quanto riguarda il mercato in entrata ci sono El Shaarawy e Reynolds che sono due acquisti importanti per far diventare la squadra più forte fino a fine stagione. Abbiamo lavorato anche sul mercato in uscita per i giocatori meno felici, ma per una ragione o per l’altra queste possibilità non si sono concretizzate e non sono soddisfatto con me stesso».

La cessione dei big. «È una domanda che ci prospetta a uno scenario di fine stagione e non sono in grado di prevedere il futuro. Siamo tutti impegnati nel cercare di costruire una mentalità basata sulla quotidianità cercando di conquistare sempre i tre punti. La nostra priorità va alla partita di sabato per cercare di vincerla». 

Pastore. «Sia nel calcio che nello sport è normale che un giocatore quando non gioca non è felice, a maggior ragione come nel caso di Pastore che non può farlo per infortunio. Con gli agenti dei calciatori abbiamo cercato delle possibilità per trovare delle soluzioni che conciliassero le rispettive esigenze. È come quando una squadra costruisce le azioni in campo e non riesce a concretizzarle. Il mercato è chiuso, siamo una famiglia e lavoreremo tutti nell’interesse della Roma».

Fonseca-Dzeko, una tregua per la Roma: Edin si allena ma contro la Juve va in panchina

Fonseca. «Tutte le notizie circolate rispetto a riunioni che avrei avuto con altri allenatori sono vere e proprie bugie. Dan e Ryan Friedkin sono soddisfatti del lavoro di Fonseca con quale lavoriamo per il presente e futuro della Roma. La mia relazione con Paulo è molto buona, lui non è distratto da queste voci ed è concentrato sulla partita che verrà».

Fazio e Jesus. «Sono tre questioni diverse: la prima riguarda la lista Uefa in cui è c’è spazio solo per 22 nomi, due sono stati inseriti e altri due sono usciti e la scelta riguarda lo staff tecnico. La pandemia ha creato nuovi problemi con il club e le risorse vanno gestite nel migliore dei modi. Io non son deluso di nessun comportamento, ho prova a cercare delle soluzioni, ma che non si sono concretizzate. Il mercato si è chiuso il2 febbraio e siamo qui a lavorare per il bene della Roma

Lo scambio Dzeko-Sanchez. «In primo luogo vorrei far mie le parole di un dirigente competente come Marotta e tutto quello che ha detto in merito alla questione è vero. Io ho incontrato Ausilio a Milano, lo stimo molto, è stato molto gentile e cordiale, abbiamo parlato di diverse questioni, ma non abbiamo mai intavolato una trattativa. Per quanto riguarda l’umore dei tifosi, ritengo che la grandezza di club dipende dalla grandezza dei propri tifosi e la Roma è conosciuta in tutto il mondo grazie a propri tifosi. Detto questo, le decisioni devono essere prese per il bene del club per rendere vincente la squadra».

Chi decide sulla fascia da capitano. «Attiene alla strategia futura del club, che coinvolge il tecnico, ma anche tutta la società. Per quanto riguarda le scelte tecniche il mister gode della massima autonomia, non c’è nessuna influenza da parte della società».

Nuovi dirigenti. «Per quanto riguarda l’area sportiva, sono io il responsabile. Il mercato è finito e mi concentrerò sulla struttura che ruota attorno al club: c’è la segreteria sportiva ed altre aree da migliorare per poter dotare il club di una struttura più professionale e solida. Per quanto riguarda la direzione sportiva non ci saranno nuovi arrivi». 

Mkhitaryan. «È un calciatore molto importante per noi, non solo per il rendimento sportivo perché è secondo in Europa per assist forniti e gol dietro a Bruno Fernandes. È un professionista eccellente, in questo progetto può aiutare a crescere i giovani. Nel suo contratto c’è una clausola che gli permette di esprimersi sul rinnovo, lui è felice a Roma, sono d’accordo con l’agente per risolvere la questioni ed entrambe le parti sono convinte di poter risolvere la questione insieme».

Tornare a vincere. «Non mi piace esprimere commenti sul passato, le valutazioni le lascio a voi o a chi ha competenze e nozioni per poterlo fare. Nel primo giorno in cui mi sono seduto a parlare con Dan e Ryan ci siamo detti che il denaro non è tutto, non è una corsa a chi spende di più. Dobbiamo essere rigorosi, disciplinati ed equilibrati nella gestione del denaro, siamo disposti a fare investimenti, ma con qualità. Dovremo operare delle scelte con estremo criterio quando prenderemo nuovi calciatori, con la consapevolezza di prendere giocatori giusti che aiuteranno la Roma ad essere più competitiva. Il mercato di gennaio ha lanciato un messaggio preciso e un esempio di ciò che vogliamo fare, conoscevamo le difficoltà ma la Roma ha preso due giocatori che hanno il profilo giusto per questo progetto. Nonostante il criterio prima menzionato, siamo riusciti a portare a termine due acquisti per il futuro». 

Reynolds. «È un calciatore preso per i prossimi cinque anni e non per giocare con la Juventus. Non scende in campo da due mesi perché è terminato il campionato negli Usa, poi ha avuto le ferie e il Covid. Non interessa che sia subito a disposizione, sono felice di questo acquisto perché conosco la quantità e la qualità dei club che hanno mostrato interesse nei suoi confronti. È un giocatore dall’elevato potenziale nonostante la giovane età, sul piano difensivo deve migliorare e questo è il campionato migliore per farlo. In questo momento abbiamo in mano un gioiello da raffinare». 

El Shaarawy. «Una delle sfide che abbiamo nello scouting è ricercare le caratteristiche emozionali e psicologiche dei calciatori. La motivazione e l’impegno di un calciatore è un fattore determinante ai fini dell’ambientamento. La nota positiva di questo mercato è che Stephan e Bryan hanno deciso di abbracciare il progetto con entusiasmo. Stephan ha sempre voluto fortemente tornare alla Roma e questo è stato determinante, senza di questo sarebbe stato molto difficile concretizzare il trasferimento. Si sente coinvolto in un grande progetto». 

Il bilancio del primo mese a Roma. «Ci sono stati dei momenti nelle settimane in cui mi sono sentito come il personaggio di Voltaire che dove metteva piede c’erano dei problemi. Sono arrivato in un nuovo Paese, nel bel mezzo del mercato invernale. Ho goduto del sostegno dei proprietari e della competenza di tutte le persone che lavorano qui. C’è un grande potenziale per costruire una struttura ancora più vincente, a partire da oggi potrò dedicarmi a questo e a sviluppare tutti i vari dipartimenti che serviranno a rendere questo club più forte».

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Ultimo aggiornamento: 19:52
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