Doumbia, lo strano record di nuovo arrivato fischiato all'esordio

Domenica 15 Febbraio 2015 di Alessandro Angeloni
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Doumbia si sarà chiesto: ma dove sono capitato? E’ la prima volta che gioco, non ricordo nemmeno i nomi dei miei compagni, cerco di dare il massimo, sì non avrò giocato bene, anzi male, ma perché? Perché quei fischi? Adesso se pareggiamo contro l’ultima in classifica è colpa mia? Perché questa responsabilità tutta insieme? Perché? Domande lecite, risposte inevase, o evase a metà. Rudi Garcia lo ha spedito subito negli undici, forse in maniera fin troppo incauta, appellandosi al suo entusiasmo, figlio della vittoria in Coppa d’Africa, tra l’altro giocata neppure da protagonista. Seydou ha sbagliato i primi palloni, i secondi, non era mai dove doveva essere, spesso è arrivato in ritardo all’appuntamento col gol. Stralunato, goffo. Morbido. In una situazione normale, diremmo: disastroso. Sì, come il suo compagno Gervinho, che invece sapeva benissimo cosa fare, ma pure lui ci ha capito poco. Alla fine Doumbia si è preso i fischi, un po’ ingenerosi vista la situazione. La Roma non ha preso van Basten, nemmeno Benzema, è arrivato un calciatore tutto da scoprire e sicuramente non protagonista di una bella prova ma nemmeno valutabile in una sola gara, specialmente considerate le condizioni. La prestazione scadente dell’ivoriano numero 88 è sulle spalle di chi ha azzardato troppo, vedi l’allenatore. Col senno di poi possiamo dire, senza andare troppo lontano dalla verità, che se fosse entrato a partita in corso, sarebbe stato meglio e, almeno lui, avrebbe salvato la faccia. I tifosi hanno fischiato tutti, ma quelli verso Doumbia pesano di più, rimbombano. A memoria non si ricorda un calciatore subito subissato dal malumore della gente. Anche questo è un record, ben diverso da quelli che la Roma era abituata a mettere. Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 12:08


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