Parma, positivo solo il risultato: 2-2 in rimonta sul Bologna

Domenica 12 Luglio 2020 di Vanni Zagnoli
Torna Inglese, dopo 6 mesi, e a tempo scaduto, di 5 secondi, pareggia il derby con il Bologna. Rossoblù avanti di due reti per 75’, ovvero sino a metà del recupero, si rilassano di quel tanto che consente al Parma di prendersi un punto, meritato molto di più a Verona e con l’Inter.
D’Aversa evita così le sconfitte di fila, i rossoblù si confermano più efficaci in trasferta ma danno l’addio alle ultime speranze di Europa league.

Si gioca regolarmente, perchè al positivo asintomatico, non calciatore, del Parma, messo in isolamento, sono seguiti i tamponi brevi, che non hanno evidenziato altre positività e un altro giro di test verrà effettuato nelle prossime 48-72 ore.
Il Bologna parte alla grande, con lo scambio fra Barrow e Soriano, Sepe devia in angolo. Il gol è su angolo da destra di Orsolini, Danilo attacca il primo palo, sovrasta Kucka e infila di testa, è alla 2^ rete stagionale, a 36 anni è lo straniero più fedele alla serie A, al 9° campionato in sequenza. Trentatrè ne ha Kucka, è il più attivo fra i crociati, finisce a terra a contatto con Bani, per Mariani non è un rigore. Arriva anche il secondo gol, su azione da destra di Tomiyasu. Soriano riceve sulla trequarti, supera con una finta Scozzarella, comunque lontano, e trova un sinistro che rimbalza davanti a Sepe. 

I rossoblù sembrano il Sassuolo di mercoledì, che li ha sconfitti al Dall’Ara, Orsolini ha due spunti dei suoi, è l’uomo mercato per Walter Sabatini e Alberto Bigon che comunque lo tratterranno. 
Al cooling break, D’Aversa mima i movimenti da fare, mentre Mihajlovic, squalificato, se ne sta tranquillo a 30 metri dalla panchina. Il tecnico di casa si spazientisce, perchè non vede la precisione e la determinazione del colpo a Genova.

Nonostante Scozzarella, il regista migliore del Parma, la manovra è lenta, la regia da dietro di Bruno Alves farraginosa. Prima dell’intervallo si fa male a una caviglia Bani, entra Mbaye, Tomiyasu passa sul centrosinistra, il suo ruolo nel Giappone, anche se a destra ha fatto molto bene. Curiosa la disposizione in barriera dei parmigiani sulla punizione di Soriano, Laurini è il 6° e sta accovacciato. In tribuna il ds Daniele Faggiano parla nervosamente, all’intervallo, perchè vuole evitare lo stesso finale di campionato negativo della scorsa stagione.

D’Aversa rinuncia a un difensore, Alves, e a un centrocampista, Scozzarella, per due attaccanti, Karamoh e Kulusevski, Darmian passa a sinistra, Gagliolo si accentra. Il match si apre, il ritmo sale, Soriano ha libertà, quando riceve. Torna Inglese, per Sprocati, rifiata Kucka, per Grassi, ma è Laurini il più attivo. Barrow non sorprende Sepe, la replica di Kulusevski è timida. 

Si pressa alto, Sinisa dalla tribuna si lamenta nonostante il doppio vantaggio, ha come un presentimento. Triplo è il cambio che ordina a un quarto d’ora dalla fine, con la preghiera di non abbassarsi troppo. Il tecnico serbo lascia maggiore libertà di azione a Hernani, rispetto a Scozzarella, convinto che non sia in grado di accendere il gioco. Si accende anche Grassi, all’improvviso, il destro in area è saettante, come la risposta di Skorupski, tornato ai suoi livelli. Sulla linea, Mbaye salva sulla conclusione di Inglese, il Parma meriterebbe un gol. Il tocco di Danilo con il braccio, dopo l’uscita imperfetta del portiere, sarebbe da valutare, nessuno se ne accorge. La forza di Dijks sulla sinistra sintetizza la determinazione del Bologna, che Palacio non trasforma nel terzo gol. E’ tempo di debutti, si affaccia il 19enne Ruffo Luci, tra i felsinei. Il sinistro di Gagliolo non può sorprendere Skorupski. 

Kurtic segna a un minuto e mezzo dalla fine, favorito dalla deviazione di testa difensiva sbagliata da Barrow. Il tempo sarebbe finito, Gagliolo spedisce in area dalla trequarti, Danilo non interviene, Svanberg neanche e Inglese anticipa Tomiyasu, trattenendolo di quel minimo che non è punibile. “Andiamo”, esultano il presidente Pietro Pizzarotti, dimagrito, e il team manager Alessio Cracolici. 

C’è tensione, D’Aversa parla a lungo con Da Costa, che si lamenta perchè il tempo era scaduto, a volte gli arbitri fischiano in anticipo, qui Mariani ha scelto di lasciar concludere l’azione. L'allenatore del Parma evidenzia la classifica migliore rispetto alla scorsa stagione e le difficoltà offensive: “Giocare senza centravanti è dura. Cornelius era al top e adesso è acciacciato, Inglese era fuori da gennaio”.

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  Ultimo aggiornamento: 22:26
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