Derby, Lazio-Roma: Sarri disconnesso, Mourinho senza apriscatole

Derby, Lazio-Roma: Sarri disconnesso, Mourinho senza apriscatole
di Andrea Sorrentino
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Sabato 25 Settembre 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 11:06

Sostituire Pellegrini, questo è il problema. Mourinho si arrovella, ma anche Sarri è attraversato dalla tempesta del dubbio: la creatura non si fa modellare. Sarà un derby tra squadre che si scoprono esili, troppo asciutte nell’organico, poche possibilità di pesca felice in panchina. Quindi spazio ai titolarissimi, per quanto si può. E l’unica, per i due allenatori, è andare dritti per le proprie strade. Sarri col suo calcio inesorabile che tende al soffocamento dell’avversario tramite manovra ipnotica, i ranghi compatti, ma finora non si è visto. Mourinho col suo calcio situazionista, che pianifica la creazione di agguati non schematici ma estemporanei e beffardi, dentro un procedere a strappi e a ritirate. Entrambi progetti ambiziosi, rischiosi, pretendono audacia e coesione. 
A Mourinho mancherà l’apriscatole e il capitano, tra l’altro per l’ennesima assurdità kafkiana dei regolamenti, che in tempi di calcio dominato dal Grande Occhio non prevedono che si possa sanare una palese ingiustizia come quella dell’ammonizione esagerata a Pellegrini. Del resto qui ancora si discute se Var sia maschile o femminile, figuriamoci se può fare chiarezza o spazzare i sospetti: diciamo allora che il/lo/la/i/gli/le Var ha un protocollo di applicazione assai discutibile, urgono migliorie che lo rendano credibile. Comunque il basculare di Pellegrini tra l’attacco e la seconda linea di costruzione del gioco è stata una chiave delle 7 vittorie su 8, ma non è replicabile. Quasi perfetto in quel ruolo sarebbe Zaniolo, ma quando tornerà a livelli agonistici ottimali e crescerà tatticamente: nel derby più probabile lo si riveda a destra. Per esperienza e tecnica, il sostituto di Pellegrini è Mkhitaryan, finora impiegato a sinistra; l’armeno è stato l’unico degli attaccanti in campo 90’ contro l’Udinese, però può essere in grado di creare spazio tra le linee, e di collaborare in costruzione. Guastatore a sorpresa è per definizione Carles Perez: contro l’Udinese ha riposato ed è assai probabile che sarà titolare, sulla fascia o in mezzo, da arma tattica. Uomo da derby sarebbe anche El Shaarawy, la mossa che spiazza dal 1’, la più suggestiva di tutte. C’è anche un’ipotesi-Cristante sulla trequarti, però comporterebbe l’ingresso a centrocampo di Diawara o Villar, che Mourinho non vede, o addirittura un adeguamento di Mancini, con Smalling-Ibanez centrali di difesa, ma non tira aria di esperimenti improvvisi. 
CAMBIERÀ? 
Nella Lazio, Sarri fronteggia una crisi di sfiducia arrivata dopo il Milan e addirittura confessata da Immobile, e non è una bella cosa a inizio stagione. Il tecnico potrebbe andare incontro alle esigenze di autoprotezione della squadra abiurando il 4-3-3 per il 4-3-1-2, e risolvendo il dilemma-Luis Alberto che sembra gettare un’ombra di malumore su tutti: nel centrocampo a tre non si raccapezza, da trequartista sarebbe più a suo agio, dietro Immobile e uno tra Felipe e Pedro. E a centrocampo Milinkovic e Leiva più il vituperato Akpa Akpro, che non sembra dispiacere a Sarri, mentre Basic pare non recepisca ancora. Oppure solito 4-3-3, con i tre centrocampisti migliori insieme. Ma più che tattico, il problema del Comandante è di connessione col gruppo. Stabilita quella, il più sarà fatto. 

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