Delio Rossi sconfitto da Breda nel derby dei subentrati: Ascoli-Pescara 0-2. Paura per Sabiri

Delio Rossi sconfitto da Breda nel derby dei subentrati: Ascoli-Pescara 0-2. Paura per Sabiri
di Vanni Zagnoli
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Sabato 5 Dicembre 2020, 11:29

Il derby abruzzo-marchigiano è del Pescara, che difende in maniera attenta ed è pericoloso, mentre l’Ascoli fa gioco, senza pungere abbastanza. E’ la sfida fra nuovi allenatori, restano in spogliatoio sino all’inizio, lasciano seguire il riscaldamento ai collaboratori. 

Roberto Breda ingannerà il trascorrere dei minuti, in vantaggio, guardando il cronometro al collo. Delio Rossi rileva Valerio Bertotto, ha solo meno capelli, rispetto a quando vinceva la Coppa Italia alla Lazio e la portava in Champions league, nel 2007, divora sempre il chewingum. Rientra dopo un anno e mezzo, dal subentro a Palermo, per poche giornate.

Nell’Ascoli debutta Sini, in serie B dopo 3 anni e mezzo, viene da due stagioni alla Viterbese e una alla Ternana. L’avvio è degli abruzzesi, Pucino commette fallo su Nzita, è rigore, bravo a Illuzzi a capirlo. Calcia Galano, che aveva sbagliato, con la Reggina e segna. E’ Galagoal, insomma, come si chiamava anche la trasmissione su Telemontecarlo, iniziata nel '90, quando Delio cominciava ad allenare.

I bianconeri attaccano, il Pescara chiude gli spazi: è la seconda squadra per passaggi riusciti eppure concretizzava poco, il problema con Oddo era anche la difesa. Ceter recupera palla, il contropiede è rifinito da Galano e sempre il colombiano lo chiude, approfittando della relativa lontananza di Pucino. 

Prima dell’intervallo era da espulsione il fallo di Valdifiori sull’ascolano Saric. Nel secondo tempo Cangiano calcia sul primo palo, il portiere marchigiano Fiorillo è abile nella deviazione. Sul fallo di Ceter, Sabiri va a sbattere a corpo morto con la testa sul ginocchio di Bocchetti. Ci sono attimi di panico, il marocchino naturalizzato tedesco è messo seduto, sembra cosciente, anche quando esce in barella. Entra l’ambulanza, non ce n’è bisogno, la grande paura passa, viene solo sostituito. “Non so dove mi trovo”, dice quando si risveglia. Farà controlli in ospedale, l’emergenza però svanisce.

L’Ascoli attacca con pazienza, senza però essere molto pericoloso, il Pescara in contropiede perdona: Leali para su Capone, poi su Busellato e Galano. Che non segnava dal playout vinto sul Perugia, ad agosto. “Abbiamo pressato i padroni di casa - racconta l’attaccante nato a Foggia -, con Oddo prima eravamo troppo schiacciati. Il mister è il passato, ora siamo con questo tecnico, non si può cambiare sempre. Ci attendono 7 gare in 25 giorni, ci alleneremo poco ma vogliamo migliorare questa classifica che non ci appartiene”.

Il Pescara era l’unica squadra fra serie A e B a non avere ancora vinto una partita in trasferta. L’Ascoli, per contro, è alla 5^ gara su 9 senza reti.

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