De Santis ammette: «Il gol annullato a Cannavaro un mio errore»

De Santis ammette: «Il gol annullato a Cannavaro un mio errore»
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Giovedì 11 Giugno 2020, 20:10

«Il gol annullato a Cannavaro? Errore mio, lo commisi a vantaggio della Juve, lì per lì non mi resi conto, poi rivedendo dopo capii quello che era successo....». A parlare è Massimo De Santis, l'arbitro che nel 2000 annullò la rete a Cannavaro nei minuti finali in un Juventus-Parma. L'ex direttore di gara è intervenuto a radio incontro Olympia nel corso della trasmissione Estrema Lazio. «Arbitri scarsi? Quelli di adesso sono scarsi che fanno 200 partite in serie A, prima non era così, se facevi male, andavi in B e restavi lì fino a quando non risultava che eri migliorato. Oggi l'arbitro é diventato impiegato dello stato, che viene mandato via solo se ruba o arriva alla pensione» . De Santis non si ferma e parla senza peli sulla lingua. «Oggi non ci sono arbitri avvicendati per motivi tecnici, sono davvero pochi o nessuno. Prima non era affatto così, non andava in questo modo». Ci sono alcuni direttori di gara che non hanno una storia positiva con la Lazio. «Giacomelli? Guardate non mi fate dire tanto, però con Orsato ad esempio c'è un abisso e non mi riferisco all'arbitro, Orsato potrebbe arbitrare fino a 50 anni. Ora quelli bravi della B c'hanno un tappo sopra e difficilmente riescono ad emergere. Oggi sono diventati troppi e il Var toglie visibilità. Aiuta tanto ma toglie tanta visibilità e l'arbitro ne ha bisogno». 

De Santis non si nasconde sui suoi errori: «Ma io di errori ne ho fatti tanti, ma li ho fatti da solo, anche se alcuni che ho fatto facevo fatica a capire anche dopo, ma sempre senza aiuti. C'è da dire una cosa che quando io ho arbitrato c'erano grandi campioni e tutto da un certo punto di vista era semplice. Un arbitro si diverte? Si certo che ti diverti, mai stato tifoso della Juve, con Juve-Parma ho fatto più danno che favore. Il dubbio che non fosse calcio d'angolo in Juve-Parma ce l'avevo...e poi parliamoci chiaro io arbitro di Roma non dovevo essere messo in quella gara, come qualcuno di Torino non doveva fare la Lazio».

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