Roma, De Sanctis contestato, Fienga inibito: i Friedkin vanno a caccia di stabilità

Roma, De Sanctis contestato, Fienga inibito: i Friedkin vanno a caccia di stabilità
di Stefano Carina
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Sabato 26 Settembre 2020, 09:30

Prove di stabilità. Difficile in un momento dove alla Roma non ne va bene una. Dal ko di Zaniolo, è stato un susseguirsi di brutte notizie: lo 0-3 a tavolino a Verona, l’inibizione di Fienga, gli striscioni comparsi la scorsa notte contro De Sanctis sia fuori Trigoria che davanti alla sede dell’Eur (tra questi, «Gli anni passano, le denunce aumentano»), Fonseca che sembra già arrivato al redde rationem con le voci su Allegri (Sarri e Rangnick) che lo indeboliscono. Proprio in quest’ottica ieri il Ceo ha provato a lanciare una ciambella mediatica al portoghese: «Non è mai stato e non è un tema aperto per la società. È il nostro allenatore, è partito con lui un progetto dall’anno scorso. Quest’anno abbiamo un anno di esperienza più». Parole che valgono per oggi. Già domani sera potrebbero essere superate. Perché nonostante ci si ostini a parlare di programmazione, il calcio è ‘presente’. E il working in progress all’interno della società è soltanto iniziato. Via il segretario Longo, il vicepresidente Baldissoni, in bilico la figura di Zubiria (che nel migliore dei casi potrebbe vedere ridimensionate le attuali mansioni) come quella del direttore commerciale Calvo che ieri ha presenziato all’inaugurazione del Roma Store in via Ottaviano: «Questa apertura, insieme a quella imminente di altri due negozi (Porta di Roma e Centro commerciale Maximo), conferma la volontà di investire nella città senza rinunciare allo sviluppo del brand a livello internazionale». Ancora attesa invece per lo sponsor: non si andrà comunque entro dicembre. Cresce la possibilità di una maglia unbranded (senza marchio del fornitore). 
LAVORI IN CORSO 
Una fase di ricostruzione che parte dalla base. I Friedkin (che dovrebbero rientrare nelle prossime ore nella Capitale dopo il blitz estero) non lasciano nulla al caso. Un esempio è quanto accaduto martedì a Trigoria: sono stati padre e figlio a convocare lo scout Cavallo e a chiedere informazioni sull’identikit di Borja Mayoral, sottoposto a loro in precedenza. Una volta ricevuto l’ok tecnico, hanno dato il semaforo verde all’operazione. È chiaro che con l’arrivo di un ds le dinamiche cambierebbero. A tal proposito il nome di Paratici (sul quale ieri Fienga ha frenato: «È solo un avversario. Ds? Carica che sarà ricoperta quanto prima») mal si combina con quello di Allegri. I due, un anno fa, non si sono lasciati bene. Se è vero che a spingere per il cambiamento nella Juventus all’epoca fu Nedved, il ds non si oppose. Tradotto: nel calcio tutto si aggiusta ma sarebbe comunque un rapporto da ricucire. Più facile, per intenderci, il binomio con Sarri. Va registrato inoltre, come continui a circolare il nome di Pradè, benché abbia rinnovato sino al 2021 con la Fiorentina. Domenica all’Olimpico, 1000 spettatori. Sport e Salute ha deciso di destinare la sua quota al personale delle strutture sanitarie in prima linea nella lotta al Covid. 

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