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De Rossi: «Ho voglia di cominciare ad allenare. Pellegrini-Immobile? Bisogna essere più furbi»

Sabato 27 Febbraio 2021 di Gianluca Lengua
De Rossi: «Ho voglia di cominciare ad allenare. Pellegrini-Immobile? Bisogna essere più furbi»

Daniele De Rossi ha scelto la carriera di allenatore e sta studiando per diventare uno dei tecnico italiani migliori in Europa. Un percorso lungo, agevolato, però, dai suoi anni nella Roma in cui ha avuto occasione conoscere, vivere e gestire situazioni complesse: «Sono pronto per questo nuovo mondo, ho grande voglia. Non so con cosa comincerò, la squadra molto grande non mi cercherà perché c’è un percorso per tutti quanti. Spero di partire dal posto più alto possibile perché hai i giocatori forti ed è più facile che capiscano, che risolvano loro le situazioni quando sbaglio cambi o formazione. C’è stato abbastanza interesse nei miei confronti in questi ultimi tempi, ma ora non posso allenare», ha detto durante il corso di Team Manager dell’università Luiss. De Rossi è tornato sulla vicenda Pellegrini-Immobile in cui il centrocampista della roma è stato preso di mira per gli auguri di compleanno fatti al collega della Lazio: «Anche io faccio gli auguri a Immobile, i tifosi devono mettersi l’anima in pace: chi gioca in nazionale è amico. Io ho un fratello che è Pinzi, ha l’aquila tatuata. Ma noi dobbiamo essere furbi da evitarci quelle scocciature. Non dobbiamo non voler bene una persona o non frequentarla, ma ci sono mille modi per non farsi beccare. Ho sempre salutato e abbracciato i giocatori della Lazio o della Juve, ma le cose uscivano solo quando perdevamo. Bisogna cercare di non sbattere queste cose in faccia a chi è talmente innamorato da essere offuscato, e la società deve aiutare». È di ieri il comunicato della Roma che ha scelto di non edificare il proprio stadio nell’area di Tor di Valle: «Hanno tirato via il velo, tutti ad applaudire, pensavo fosse fatta in entrambi i casi: poi siamo rimasti col plastico che sarà in qualche sgabuzzino. È un peccato, immagino ci siano state mille problematiche e rivalità, ma è un peccato per la Roma e la città. Sarebbe stata la miccia che avrebbe dato un cambio di marcia».


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