Cska-Roma, da Diawara a Kumbulla le riserve all'ultimo esame prima dei saluti

foto Gino Mancini
di Alessandro Angeloni
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Giovedì 9 Dicembre 2021, 00:34

L’ultima volta che la Roma ha viaggiato in Europa è finita male. Era il 21 ottobre scorso. C’era la neve e tanto, tanto freddo in Norvegia: il Bodo, che sembrava essere un avversario per nulla fastidioso, ha dato sei gol ai giallorossi. Sei, tanti, un morso che ha fatto male. Mourinho quella sera aveva pensato bene di stravolgere la squadra, mandando in campo le così dette riserve, quei calciatori che di solito, soprattutto da quando c’è lui, sono stati messi spesso in disparte. Villar, Diawara, Kumbulla, Darboe, Reynolds, Mayoral, mai o quasi protagonisti, quella sera lo sono stati in negativo. Un rendimento al minimo, dopo la sconfitta, tutti puniti e il campo lo hanno visto poco.

Stavolta si ritorna a viaggiare in Europa, il primo posto sembra compromesso (il Bodo non dovrebbe vincere in Ucraina e la Roma battere il Cska) e il campionato non aspetta: a Sofia fa freddo, non come a Bodo ma quasi. Il rischio figuraccia è sempre dietro l’angolo, perché Mou in campo deve di nuovo puntare su qualche riserva. Non può farne a meno, visti gli impegni in campionato. Per tanti torna l’esame davanti allo Special che, come noto, non perdona.

Sarà un pomeriggio da osservati speciali per i vari Diawara, Kumbulla, poi magari toccherà agli altri che hanno vissuto più la panchina che il campo. Uno su tutti, Daniel Fuzato, il vice di Rui Patricio: per lui oggi è il debutto stagionale. Non aveva fin qui mai giocato né in campionato nè in Conference League. Mou ha bisogno di far riposare il suo “fido” Rui Patricio, sempre presente da inizio stagione. Fuzato riserva era e riserva tornerà da domani. Ma poi ci sono calciatori di passaggio, come Villar, che in campionato non è mai stato impiegato, a gennaio farà le valigie, dopo aver giocato e tanto da titolare lo scorso anno. In Europa Gonzalo è stato impiegato per 171 minuti, ma quasi mai convincenti. Per non parlare di Borja Mayoral (17 reti la scorsa stagione), che in Conference, compreso il preliminare di agosto, è stato in campo per 88 minuti: una specie di desaparecidos.

Chissà se oggi - almeno a partita in corso - ci sarà un ritaglio di spazio anche per lui, visto che Mourinho è costretto a far giocare Zaniolo (squalificato per la sfida con lo Spezia in campionato) e Abraham (che ha saltato l’Inter sempre perché fermato dal giudice sportivo).

L’esame vero è per Kumbulla, pagato dalla Roma ventotto milioni dal Verona due anni fa e fino a ora non ha mai dimostrato di essere all’altezza. Mourinho lo ha impiegato più degli altri colleghi di panchina, ma non lo considera mai un titolare e pure lui a gennaio potrebbe partire per altre avventure, evitando di fare una minusvalenza. Darboe pure è sparito dai radar: doveva essere il giovane del futuro, l’uomo che prendeva il posto di Diawara (che doveva partire la scorsa estate ma poi non ha gradito le varie opzioni che gli sono presentate davanti), invece dopo un buon inizio è sparito. Li in mezzo, Mou si fida solo di Cristante e Veretout e qualche volta di Diawara.

A Sofia dovrebbe toccare ancora ad Amadou, pure lui sempre poco considerato ma che rispetto alle altre riserve è stato impiegato di più, 280 minuti. Quanti di loro rivedremo a febbraio? Se il ds Pinto sarà bravo e riuscirà ad accontentare Mopurinho, la risposta è nessuno: altrimenti saranno ancora nella Roma, seppur da “bocciati”. Mou vede meglio i Primavera, ai quali spesso ha regalato pezzi di partite: l’ultimo a esordire, Volpato, direttamente dalla scuderia Totti. Già visti i vari Bove, Volpato, ormai aggregati alla prima squadra. In lista, per Sofia, Mastrantonio, Ndiayè e Voelkerling. 

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