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Roma, Mancini-Cristante così i gemelli diversi sono diventati leader

Roma, Mancini-Cristante così i gemelli diversi sono diventati leader
di Alessandro Angeloni
2 Minuti di Lettura
Martedì 16 Febbraio 2021, 07:30

Uno chiacchiera tanto (mediamente social), l’altro è parecchio più silenzioso, schivo (social free). Sono modi diversi di esistere e di essere leader. Da una parte Gianluca Mancini, dall’altra Bryan Cristante: un anno di differenza, il primo 24, il secondo 25 anni. In comune, un passato all’Atalanta, poi la maglia della Roma e (a tratti) quella della Nazionale. Ma per il resto, personaggi agli antipodi. Fonseca li coccola, li ascolta, soprattutto li fa giocare. Mancini è un titolare inamovibile, in queste due stagione ha avuto una crescita incredibile, tecnicamente e come leadership. Paulo lo scorso anno, in un periodo di emergenza infortuni, lo ha schierato mediano, ottenendo disponibilità e, soprattutto, risultati (forse la Roma migliore della passata stagione risale proprio a quella fase d’ autunno). 
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Gianluca è tra i più ascoltati nello spogliatoio, una sorta di grillo parlante, è uno dei saggi: basti ricordare quando, durante una partita, ha rimproverato Zaniolo in campo e davanti a tutti. E a fine gara, Fonseca stesso aveva chiuso il discorso con un perentorio «Mancini ha ragione». Episodio che risale allo scorso luglio, Roma-Verona. Ecco, questo Cristante non lo fa, o non lo fa platealmente. Questione di carattere: Mancini ha la faccia tosta e l’eloquio tipico del toscano; Bryan ha lo sguardo da orsetto buono (una volta pizzicato dalle telecamere mentre bestemmiava, un’immagine non sua), tipo Winnie the Pooh, ma poi gli allenatori gli consegnano le chiavi di ogni reparto e in cambio ricevono professionalità massima. La discussione, con loro, diventa confronto. Mai liti. La forza di Cristante è proprio la duttilità, dote che i tecnici apprezzano in particolar modo. Perché quelli così, un posto in squadra alla fine lo trovano sempre: faceva il trequartista, ha fatto il centrocampista, la mezz’ala e ora viene talvolta utilizzato come centrale di difesa. E’ il classico dodicesimo titolare. Mancini e Cristante, insomma, sono i nuovi leader. Gianluca, quando è stato a disposizione, ha sempre giocato: 20 presenze totali, 19 in campionato e una Coppa Italia. Zero in Europa League, tra squalifica e infortunio. Tre i gol, contro Cagliari, Inter e Verona. Bryan, da non titolare, ha partecipato a più partite: ventisei in totale, con venti in campionato, cinque in Europa League e una in Coppa Italia, con zero gol. Minuti giocati in totale, 1.533 Cristante, 1.686 Mancini. Da qui si nota la differenza tra un titolare e un dodicesimo. Cristante subentra spesso, Mancini gioca dall’inizio e non esce mai. Ma per Fonseca sono alla pari. Come uomini prima che come giocatori.

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