Cremonese in serie A con 11 italiani in campo, il trionfo "made in Italy"

Cremonese in serie A con 11 italiani in campo, il trionfo "made in Italy"
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Sabato 7 Maggio 2022, 11:46 - Ultimo aggiornamento: 12:27

Torna in serie A, dopo 26 anni, la Cremonese. E lo fa con un marchio italiano, anzi 11, stampati sulla distinta della partita vinta a Como. Undici italiani in campo per un trionfo che la città aspettava da troppo tempo. La vittoria a Como, il ritorno in pullman, la città impazzita di gioia attraversata lentamente per godersi lo spettacolo dei caroselli e poi, intorno alle due e mezza di notte, l'approdo in piazza del Comune vestita di grigiorosso: non ha dormito, Cremona, per accogliere i suoi eroi, tornati in Serie A 26 anni dopo l'ultima volta. Pioggia, bandiere, fuochi d'artificio e fumogeni, ai piedi del Duomo.

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Contro il Como per la sfida decisiva c'erano 11 giocatori italiani in campo, talenti veri da Carnesecchi a Zanimacchia. Nell'anno della seconda esclusione di fila da un Mondiale, una buona notizia per il ct Mancini. Il suo collega Pecchia, intanto, si gode il successo: «È un sogno che si avvera, l'impresa della compattezza e dell'unità tra squadra, società e tifosi», ha detto il mister che ha ripetuto le gesta del 1996 dell'indimenticabile condottiero Gigi Simoni. «È stato un campionato durissimo - ha aggiunto Daniel Ciofani - e gli ultimi 90 minuti rappresentano lo specchio della stagione. Ma eravamo convinti fin dall'inizio di potercela fare».

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Pecchia, Ciofani, il portiere Carnesecchi, dicevamo, i giovani in vetrina come Fagioli e Okoli, il bomber ritrovato al momento decisivo Di Carmine e tutti gli altri sono saliti a palazzo comunale, accolti dal sindaco Gianluca Galimberti, dal suo vice Andrea Virgilio, dall'assessore allo Sport Luca Zanacchi e da buona parte dell'amministrazione. «Ci avete regalato una gioia incredibile, una conquista pazzesca - ha esultato il primo cittadino, anche lui appena tornato dallo stadio di Como -. A nome di tutta la città ringrazio voi, il mister, i tifosi, la società. E soprattutto il presidente Giovanni Arvedi. Ora tutta la città, grazie a voi, ha davanti un'occasione storica e bellissima»

 

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