Covid Napoli, De Luca: «Juventus? Parole penose. Abbiamo evitato di contagiare Ronaldo»

Covid Napoli, De Luca: «Juventus? Parole penose. Abbiamo evitato di contagiare Ronaldo»
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Venerdì 9 Ottobre 2020, 16:10 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 09:10

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca lancia l'allarme e torna a parlare di lockdown: «Obiettivo è avere equilibrio tra nuovi positivi e guariti. Ma se abbiamo mille contagi e duecento guariti è lockdown», ha detto in diretta Facebook. «Se abbiamo - ha detto - un incremento ogni giorno di 800 nuovi positivi chiudiamo tutto. Non drammatizzo, faccio un calcolo numerico».
 

«La mia opinione è che già oggi forse siamo al punto in cui dovremmo prendere decisioni drastiche. Ma attendiamo ancora, sappiamo che una nuova chiusura generale sarebbe tragedia», ha sottolineato De Luca. «Quando dovesse porsi il problema - ha aggiunto - l'Italia sarà chiamata a decidere e tutti dovremo avere responsabilità grandi. Quindi meglio essere rigorosi oggi nel rispetto delle regole».

L'attacco alla Juventus

«Il Napoli non è partito perché era in quarantena. La Juventus con il suo presidente ha fatto una dichiarazione penosa, imbarazzante: siccome c'è il protocollo andiamo allo stadio», ha detto il presidente riferendosi al caso Juventus-Napoli. De Luca ha sottolineato con ironia: «Non sono arrivati i ringraziamenti alle Asl e al Napoli perché abbiamo evitato di contagiare Ronaldo. Se il Napoli fosse andato in allegria a Torino magari dopo una settimana c'era Ronaldo positivo, avremmo conquistato il titolo del New York Times per la gloria dell'Italia».

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Il caso Juventus-Napoli

Il presidente ha anche parlato del caso Juventus-Napoli sostenendo che «le Asl Napoli 1 e Napoli 2 hanno fatto esattamente quello che prevede la legge», a fronte del protocollo Figc che «è un atto privato e che non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità». Le due Asl investite della positività di due giocatori del Napoli, ha spiegato De Luca, «hanno fatto quello che prevede la legge e che prevede il Ministero della Salute, cioè mettere in isolamento domiciliare i contatti stretti per fare i tamponi e per assicurarsi, dopo i tempi di incubazione, che quelli controllati siano negativi. È intervenuta una complicazione, cioè che la Figc fa un protocollo in deroga rispetto alle disposizioni del Ministero e della Regione relative ai positivi, e qui si apre un piccolo polverone». Ma, ha sottolineato De Luca, «il protocollo è un atto privato e non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità. I giocatori dal punto di vista della sanità sono sottoposti alle stesse regole di tutti i cittadini italiani, e dunque il Napoli non parte perché messo in quarantena dalle Asl».

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