CORONAVIRUS

Serie A, Tardelli: «Si può e si deve ripartire, ma non mi sembra che tutti siano d'accordo»

Lunedì 18 Maggio 2020
«Si può, si deve ripartire. C'è tutto per ripartire, ma non mi sembra che tutti siano d'accordo. I medici giustamente non vogliono prendersi determinate responsabilità, i presidenti non sono tutti d'accordo, Spadafora ha detto che alcuni calciatori lo cercano per parlargli e anche qualche tifoso mi sembra che non voglia ripartire. Non mi sembra ci sia tutta questa unità». Lo ha detto Marco Tardelli, candidato alla presidenza Aic, ai microfoni di Radio Incontro Olympia, parlando delle difficoltà legate alla ripresa del calcio. Tardelli è convinto che il problema principale non arrivi dal governo: «Spadafora ha fatto dei passi avanti e mi sembra che il protocollo era stato prima accettato. Il problema non è quello. Si sa che dovremmo convivere con il virus. Fino a che non troveremo un vaccino non c'è certezza. Bisogna essere chiari: dire i rischi che ci sono e tutti dobbiamo prenderceli. Prendersi dei rischi per ripartire, senza pensare ad altro: senza pensare che alcuni club possono retrocedere, senza pensare alle responsabilità. Il calcio potrà ripartire solo se ci sarà unione di intenti». Qual'è la posizione dei calciatori? Vogliono o no ripartire? «Spadafora ha detto che alcuni lo cercano sui social. Probabilmente per dirgli di non sentirsi pronti. Io credo sia necessario sentire tutti i capitani, capire i loro pensieri e le loro paure. Magari anche a scrutinio segreto e poi capire. Io credo che i calciatori non abbiano problemi a tornare a giocare. Basta chiamarli», ha concluso Tardelli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani