Premier League, con il "restart" si rischia un + 25% di infortuni

Martedì 26 Maggio 2020
L'allarme in Premier League si è alzato di livello dopo che la piattaforma Zone7 - specializzata nella previsione del rischio di infortuni, che collabora con 35 squadre di calcio professionistiche in tutto il mondo - ha reso noti i risultati di una sua ricerca, citata da Bbc Sport. Secondo questo studio giocare otto partite in un periodo di 30 giorni aumenta l'incidenza di infortuni del 25% rispetto a giocarne da quattro a cinque nello stesso lasso di tempo. Questo perché nell'arco di una stagione solo il 4% dei giocatori si trova ad affrontare ritmi così serrati. Una previsione che preoccupa specie i club di vertice, come il Manchester City. I Citizens, se sarà rispettata la data di ripartenza fissata dal Project Restart al 20 giugno, potrebbero affrontare 13 partite in 49 giorni, senza contare il completamento della Champion: altri quattro incontri in caso di raggiungimento della finale.

Diversi tecnici poi, come Nigel Pearson del Watford o Steve Bruce del Newcastle, hanno espresso perplessità non solo sulla congestione del calendario, ma anche sul poco tempo a disposizione delle squadre per passare dall'allenamento individuale svolto durante l'isolamento, a quello di gruppo, ad alta intensità. In Bundesliga, ad esempio, è stato ufficialmente dato il via libera per riprendere il 7 maggio, appena nove giorni prima del calcio d'inizio. Otto giocatori hanno riportato infortuni nelle sei partite del 16 maggio. Un tasso ben al di sopra del normale. Un programma pre-stagionale standard dura 30 giorni o anche di più. Ma esaminando i dati di 11 squadre professionistiche di prima divisione delle ultime due stagioni, Zone7 ha scoperto che quando il periodo di preparazione si accorciava, a causa di un torneo internazionale o dell'ingresso in una competizione europea, il 75% delle rose pativa una maggiore percentuale di infortuni nella prima metà della stagione rispetto a quelle che avevano avuto più tempo per pianificare gli allenamenti. Flaminia Ronca, fisiologa presso l'Institute of Sport, Exercise and Health, dipartimento dell'University College di Londra, sta lavorando con i giocatori della Premier League per valutare a quali rischi vanno incontro. Secondo lei «è possibile che abbiano perso fino al 15% della forma fisica, che ora devono riguadagnare in brevissimo tempo. Gli allenatori dovranno essere molto creativi e combinare i metodi di allenamento più efficaci con quelli di prevenzione degli infortuni più sicuri».

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