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Fiorentina, Commisso a tutto campo: «I giocatori facciano la loro parte. Per gli stadi serve una nuova legge»

Martedì 7 Aprile 2020
«Abbiamo avuto casi tra giocatori e dipendenti, umanamente ci sentiamo più forti e ci vogliamo ancora più bene, ci sentiamo più vicini. So che c'è il desiderio dei giocatori di giocare e per il bene del calcio sarebbe meglio finire la stagione, ma prima viene la salute, e poi il business». Parola del presidente della Fiorentina Rocco Commisso che ai microfoni di Radio 24 affronta il tema della ripartenza della Serie A e della riduzione degli stipendi dei giocatori: «il calcio è bello ma gli italiano hanno altro a cui pensare. Se ce la possiamo fare, speriamo si possa andare avanti a concludere il campionato. Se non si potrà dovremmo guardare avanti» Sul taglio agli stipendi Commisso è d'accordo con l'approccio della Lega Serie A: 'Nel caso della Fiorentina, a gennaio abbiamo speso 70 milioni.Quello che la Lega ha proposto io lo vedo molto giusto sull'esempio della Juventus. La Juve avrà oltre 90.000 milioni di euro di risparmio. Il costo maggiore sono i giocatori, se non fanno la loro parte non si può andare avanti. È importante che ognuno faccia la sua parte per salvare il futuro del calcio, noi in questi mesi abbiamo perso decine e decine di milioni di euro«

Il presidente della Fiorentina Commisso affronta anche il tema dello stadio a Firenze: «Il Bando è stato prolungato, per decreto, a metà maggio. Ma il bando, già di per sè, mi sembrava una cosa stupida. Perchè io avrei dovuto partecipare contro me stesso. C'ero solo io a parteciparvi. Facciamo le cose, poi, ci sarebbero un sacco di tasse da pagare allo stato. Non si favoriscono gli investitori. Con un investimento così alto come sarebbe lo stadio, ne pagherei un altro di tasse. Ci dovrebbero essere delle leggi differenti. Io metto i soldi, ma ci sarebbero benefici per la città e per chi lavora in quelle zone. In questo bando, per me, non ci ho visto nessun vantaggio per chi investe. E allora, il Franchi, costruito quasi 100 anni fa. È considerato un monumento, ma penso che i veri monumenti siano altri in Italia. I monumenti sono le persone, come i giocatori e i tifosi nel calcio. Noi, comunque, stiamo lavorando, c'è Barone che ci sta lavorando. Con la Lega, i legali, il Governo, Malagò, le istituzioni. E non solo per noi. Ma per tutti i club che vogliono fare gli stadi».

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