Coronavirus, il calcio verso la ripresa, Gravina: «Dobbiamo farci trovare pronti»

Coronavirus, il calcio verso la ripresa, Gravina: «Dobbiamo farci trovare pronti»
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Mercoledì 8 Aprile 2020, 16:04 - Ultimo aggiornamento: 21:01

«Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza, il mondo del calcio si deve far trovare pronto». Mentre altri sport di squadra chiudono la stagione, il calcio lavora ancora alla chiusura dei campionati: così il presidente della Figc, Grabiele Gravina, commenta la riunione svoltasi oggi con la commissione medica federale presieduta dal professor Paolo Zeppelli, per la definizione di un protocollo di garanzia per la ripresa dell'attività. La commissione ha presentato le linee guida, dalle quali nascerà a breve un «protocollo unitario definitivo».

Durante la riunione in video conferenza Gravina ha ringraziato tutti i componenti della commissione che, per l'emergenza Coronavirus, è stata integrata da esperti infettivologi come Roberto Cauda, dell'Università Cattolica, Massimo Fantoni, primario Unità Covid19 del Gemelli, Walter Ricciardi, componente Oms e consigliere del ministero della Salute, e Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani. All'incontro hanno partecipato anche i responsabili medici delle diverse componenti federali. Gravina ha indicato l'obiettivo della Federazione che è quello di tutelare la salute degli atleti, degli arbitri, dei componenti degli staff e di tutti gli addetti ai lavori. Il presidente federale ha sottolineato come il calcio abbia esigenze straordinarie dovute all'impatto economico che genera e alla grande esposizione mediatica, da cui derivano grandi responsabilità per i datori di lavoro, ovvero le società: l'esatta definizione dei pericoli, sottolinea la Figc, serve a individuare le priorità e a limitare i rischi potenziali.

«Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza - afferma Gravina - il mondo del calcio si deve far trovare pronto. È questo lo scopo del lavoro svolto dalla nostra Commissione medica, e a tal proposito ringrazio tutti gli esperti che hanno aderito al nostro invito. Per il ruolo che il calcio ricopre nella società civile italiana, sono convinto che potremo dare un contributo importante a tutto il Paese». Durante la riunione sono state presentate le linee guida che verranno integrate a breve dalle indicazioni degli esperti e dei rappresentanti delle componenti per definire il prima possibile il protocollo unitario definitivo, ispirato a tre principi fondamentali: semplicità, fattibilità e attendibilità medico-scientifica. La bozza presentata in commissione per il settore professionistico indica le modalità con le quali formare il 'gruppo squadrà e seguire clinicamente i componenti della rosa (calciatori, allenatori, medici, fisioterapisti, magazzinieri) e inoltre quali esami diagnostici effettuare a cura del medico sociale e del medico di squadra (test molecolari, test sierologici, esami del sangue generali). Sono stati anche discussi i protocolli riguardanti i calciatori e i membri dello staff contagiati e 'guaritì dall'infezione da Covid19. Gli esami diagnostici indicati per questa categoria seguiranno un protocollo adeguato alla gravità clinica dell'infezione subita (con particolare attenzione all'apparato respiratorio e cardiovascolare). Tutte queste indicazioni si estendono al 'gruppo arbitrì, considerati alla stregua dei calciatori delle singole squadre. Nel confronto, inoltre, è emersa come raccomandazione che nella prima fase il 'gruppo squadrà sia raccolto in un luogo 'chiusò (ad es. centri sportivi, di allenamento e simili), sanificato e rispettoso di tutte le norme igieniche-comportamentali, anche per coloro che non appartengono al gruppo ristretto

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