A Parma il Frosinone recupera ma si arrende su rigore 2-1. Negli ottavi la Roma trova gli emiliani

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Vanni Zagnoli

E’ Parma nel recupero (2-1), per l’ingenuità di Paganini che travolge Kucka. Sorride il presidente del Parma Pietro Pizzarotti, che teneva a raggiungere la Roma negli ottavi di coppa Italia. Primo tempo crociato, secondo con più Frosinone, che spreca pure due pallegol per il sorpasso e si arrende.

Il Parma ha Colombi fra i pali con la maglia crociata e Andrea Adorante, 19 anni, in avanti, al debutto.

Il Frosinone impiega solo Paganini e Capuano, della squadra vittoriosa sull’Empoli, neanche Rohden, autore di tre assist. Il 3-5-2 di Nesta fatica in trasferta e neanche stavolta è vincente. 

Il ritmo è basso, il Frosinone rischia già al quarto d’ora sull’azione partita da Siligardi, che non giocava da agosto e cerca una collocazione per gennaio. Al 20’ è proprio il mancino reggiano a sbloccare il match, con il classico sinistro da fuori. Il Parma fa valere la categoria superiore, è insidioso anche con l’altro mancino, Sprocati.

Parte dalla curva di casa il classico coro per ricordare la promozione in A, il pareggio del Foggia a Frosinone a 3’ dalla fine che un anno e mezzo rimandò i ciociari ai playoff. La squadra di D’Aversa reclama un rigore per un braccio sospetto di Tribuzzi sulla punizione di Siligardi, non c’è però il Var, a questo punto del torneo. 

Siligardi è sempre scatenato, avrebbe meritato una chance anche in A, coniuga classe e velocità, è fuori dalla lista dei 25 utilizzabili in campionato. Si vedono anche Adorante, ex primavera dell’Inter, con un tiro cross, e Barillà, punizione smanacciata da Iacobucci. I giallazzurri non sono mai pericolosi, le riserve non sono all’altezza dei titolari. 

Va meglio la ripresa del Frosinone, dopo le occasioni crociate con Adorante e Sprocati. E’ però Tribuzzi con un colpo sotto ad avvicinare il pari. Replica Hernani su punizione, Iacobucci è pronto. Quando Trotta si libera sulla sinistra e calcia, Colombi è attento, in uscita. Il Frosinone merita il pari, lo trova a 20’ dalla fine con la girata di Trotta, servito da Eguelfi. Il match diventa acceso, Paganini sollecita Colombi, Sprocati da fuori coglie il palo, mentre Kucka tocca oltre la traversa. Citro avrebbe lo spazio per vincerla senza supplementari, arriva sul pallone senza la giusta cattiveria e chiude sul fondo.

Il contatto di Paganini su Kucka è forse accidentale, comunque punibile con il rigore, trasformato da Hernani. D’Aversa conferma il proverbiale pragmatismo, come volume di gioco e continuità è stato superiore, comunque ha rischiato. "Era meglio da giocatore - scherza Alessandro Nesta -, facevi la doccia e andavi a casa. Da allenatore ci sono sempre casini da fronteggiare. Anzi, no, qui al Frosinone la società è perfetta".
 

Ultimo aggiornamento: 23:48


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