Covid, caos contagi e proteste: la Colombia rinuncia a ospitare la Coppa America. La decisione

Covid, caos contagi e proteste: la Colombia rinuncia a ospitare la Coppa America. La decisione
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Venerdì 21 Maggio 2021, 16:48 - Ultimo aggiornamento: 16:57

Caos Covid in Coppa America: la Colombia si sfila dai Paesi ospitanti a causa dell'alto numero di contagi da coronavirus. Lo ha annunciato la Conmebol, l'ente calcistico sudamericano, dopo una riunione svoltasi la notte scorsa in cui è stata respinta la richiesta della Colombia di rinviare a novembre la massima competizione per nazionali del continente sudamericano, il cui fischio di inizio rimane fissato per il 13 giugno.

Le proteste

La decisione del Conmebol arriva dopo un dibattito intenso che nei giorni scorsi ha diviso l'opinione pubblica e i tifosi in Colombia. In particolare, due giorni fa un nutrito gruppo di tifosi di diverse squadre si è riunito nella capitale del Paese - Bogotà - davanti alla sede della Federcalcio colombiana (Fcf), chiedendo alle autorità di non ospitare la competizione. Che è in programma dal 13 giugno al 10 luglio sia in Colombia che in Argentina. Secondo i manifestanti non si può organizzare la manifestazione in un Paese alle prese con una doppia emergenza legata alla pandemia di Covid e alle violente manifestazioni antigovernative che vanno avanti da tre settimane e hanno prodotto oltre 40 morti.

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L'Argentina

Ora la Conmebol pensa di affiancare all'Argentina, ossia l'altro paese ospitante, una nazione che potrebbe essere Uruguay o Cile, paesi dove l'incidenza del coronavirus è meno forte che altrove e dove le vaccinazioni procedono più speditamente rispetto ad altri. Ma in realtà anche l' Argentina ha i suoi problemi, al punto che ogni attività calcistica, a parte i match internazionali, è stata sospesa fino al 30 maggio, a causa dell'aumento dei contagi, e non si capisce come possa migliorare la situazione nei successivi 15 giorni. Di sicuro c'è che tutte le partite di Coppa America che si giocheranno in Argentina saranno a porte chiuse.

La Colombia

La Colombia, dopo una riunione fra le massime autorità calcistiche del paese, il ministro dello Sport Ernesto Lucena e il Presidente della Repubblica Ivan Duque, aveva chiesto di posticipare l'evento a causa della situazione sanitaria (quasi 36mila contagi e 435 morti ieri), ma anche per le violenze, le proteste e gli scontri che vanno avanti nel paese, e che hanno provocato morti e feriti in varie città, da quando è stata annunciata la riforma del sistema delle tasse. Da qui la richiesta di rinvio, che la Conmebol ha respinto citando questioni contrattuali e di calendario.

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