Alla scoperta di Hauge, il talento che permette a Pioli di aspettare Ibra

Alla scoperta di Hauge, il talento che permette a Pioli di aspettare Ibra
di Salvatore Riggio
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Sabato 12 Dicembre 2020, 23:01

È piombato sul Milan all’improvviso e da quel momento per tutti fu amore. La sera del 24 settembre, nel terzo turno preliminare di Europa League tra i rossoneri e i norvegesi del Bodo Glimt, Jens Petter Hauge ha conquistato un uomo come Paolo Maldini. Oggi direttore tecnico del club di via Aldo Rossi, ma fino a qualche anno fa uno dei calciatori più forti del mondo. Che di talenti ne ha visti così tanti da riconoscerli all’istante. Il Diavolo vinse quella gara (3-2), ma il vero vincitore fu questo ragazzo dell’Europa del Nord che dimostrò di saperci fare con il pallone. Assist per il vantaggio firmato da Juncker e gol del 3-2 che ridiede speranza al Bodo Glimt. In pochissime ore iniziò una manovra di mercato fulminea per bruciare la concorrenza del Manchester United e del Lipsia. Ragazzo sì introverso e timido, ma anche ambizioso. Capì subito che la serie A sarebbe stata un’occasione da cogliere al volo. E pensare che da bambino sembrava più propenso per la pallamano, poi lo sci e, infine, il calcio (d’inverno giocava a futsal rigorosamente al coperto per le rigide temperature della Norvegia).

Hauge esulta dopo il gol allo Sparta Praga in Europa League

In generale, un amore smisurato per lo sport. Una passione che lo ha portato al Milan e a debuttare il 4 ottobre contro lo Spezia e a segnare il suo primo gol il 22 ottobre nei minuti finali della trasferta di Europa League contro il Celtic. Poi è risultato positivo al coronavirus, è guarito e si è rimesso a lavorare. Stefano Pioli lo ha protetto, gli ha dato tempo e ora senza Ibrahimovic il Diavolo continua a volare anche grazie a questo ragazzo, Hauge, che da adolescente si divertiva con gli amici pescando trote. Al San Paolo il 22 novembre, nella sera dell’infortunio di Zlatan, ha segnato il primo gol in campionato, una prodezza che ha fatto impazzire i tifosi rossoneri sui social. Una giocata che tutti hanno paragonato alla rete di Kakà a Yokohama contro il Boca Juniors nella finale del Mondiale per club del 16 dicembre 2007. Ed è in quel momento che il Milan ha avuto conferma di avere un giocatore completo. Oltre che un ragazzo maturo. Perché dopo il gol vittoria a Praga contro lo Sparta (giovedì 10 dicembre) sull’aereo che lo stava riportando in Italia assieme alla squadra si è messo a studiare l’italiano. Come se avesse un esame l’indomani. «Ha ampi margini di miglioramento», ha ammesso Pioli. Ancora indeciso se dargli un’altra chance da titolare stasera contro il Parma. Ma Hauge sa essere letale anche quando parte dalla panchina.

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