Cassano: «Pronto a tornare, ma non lo farei per soldi»

Martedì 24 Aprile 2018 di Redazione Sport
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«Sarò calciatore in eterno, solo i pipponi dicono di essere ex, perché lo erano anche quando giocavano». Antonio Cassano è tornato, almeno a parole. Parlando a Sky sport, l'ex azzurro ha annunciato di voler tornare in campo. «Voglio continuare a giocare, mi sto allenando, in un mese ho perso 5 chili, sto bene. Non è per i soldi, non l'ho mai fatto per soldi, a maggior ragione adesso - le parole di Cassano -. Gioco per orgoglio, per una rivincita personale, per una sfida che voglio vincere e per dimostrare a tutti che posso ancora fare la differenza: ne sono convinto. Sono integro fisicamente, non ho avuto infortuni e ho ancora voglia di divertirmi. Mi sto allenando anche col tennis per 3-4 volte a settimana e poi mi alleno ogni pomeriggio. Questo perché, se dovessi iniziare una preparazione, voglio partire al meglio». Cassano immagina quale potrebbe essere la squadra ideale dove ricominciare una vita calcistica a 36 anni. «Una squadra che abbia un'idea di gioco, costruita con giocatori interessanti e un allenatore che punta su di me. Se devo andare in una squadra che lotta per salvarsi, allora resto a casa con la famiglia».

Cassano conferma la propria simpatia per la Roma, che stasera si gioca mezza semifinale contro il Liverpool: «Spero che i giallorossi vincano contro il Liverpool, sarei contento, anche se la vedo molto dura eventualmente in finale contro Real o Bayern. Uno dei miei figli è tifosissimo giallorosso, il piccolo del Barcellona, dal momento che ero in tribuna all'Olimpico per Roma-Barca: adesso tutti mi chiedono di tornare allo stadio perché porto bene, ma per me è stato un grande stress. È diverso dallo stare a Genova, una città molto più tranquilla, dove non ci sono pressioni». Nei giorni in cui si parla di Carlo Ancelotti per la panchina dell'Italia, Cassano ammette che lo vedrebbe «benissimo come ct: ha fatto bene dovunque è andato, è un grande allenatore, una persona per bene, un vincente. Mi farebbe piacere vedere un allenatore di livello che allena l'Italia. Però, se dovessi dargli un consiglio, gli direi: 'Hai sempre allenato squadre top e giocatori top. In Italia, oggi, di campione ce n'è uno solo, Buffon, che però sta per smettere».
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