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Sarri, la garanzia è la parola di Lotito: «Rinforzerò la Lazio»

Il presidente: «Rinforzerò la Lazio. E, se non riusciremo a sbloccare con le cessioni il mercato, interverrò di nuovo in prima persona per azzerare l'indice di liquidità entro il 22 giugno»

Sarri, la garanzia è la parola di Lotito: «Rinforzerò la Lazio»
di Alberto Abbate
4 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 08:16

La garanzia è la parola d'onore di Lotito: «Rinforzerò la Lazio. E, se non riusciremo a sbloccare con le cessioni il mercato, interverrò di nuovo in prima persona per azzerare l'indice di liquidità entro il 22 giugno». Stavolta non bisognerà insomma attendere agosto come lo scorso anno. Il presidente è in pressing su Tare per evitare di dover rimetter mano al portafoglio, ma se dovessero prolungarsi le trattative in uscita (su tutte Muriqi e Vavro), ecco l'estremo rimedio: un'altra immissione di circa 5 milioni nel bilancio per avviare concretamente il nuovo progetto.

Il presidente lo ha promesso a Sarri, anzi lo ha convinto così a firmare il rinnovo sino al 2025 prima del ritiro di Auronzo. Quando il tecnico dovrà avere almeno i primi due rinforzi in mano. Atteso subito Marcos Antonio, bloccato per 8 milioni più bonus da metà maggio: ieri lo scambio di documenti con lo Shakhtar Donetsk, quinquennale da 1,5 milioni per il metronomo. Sarri è convinto di utilizzarlo come perno del centrocampo eppure dal Brasile si continuano a rincorrere voci sul 21enne Vinicius Zanocelo, talento del Santos - offerto da Bertolucci, stesso agente di Felipe Anderson - e sul 24enne del Corinthians Maycon. Sarebbero però altre scommesse in contrasto con quei playmaker pronti e quindi più costosi richiesti da Sarri nel ruolo: Vitinha, Maxime Lopez, Ilic e quel vecchio pallino Torreira, tornato in ballo.

Calciomercato Lazio, fatta per Marcos Antônio: scambio di documenti con lo Shakhtar Donetsk

Lazio-Carnesecchi: la situazione


La porta rimane l'altro nodo da sciogliere al più presto. La prossima settimana partirà l'assalto deciso a Carnesecchi: c'è l'ok dell'estremo difensore, ma l'Atalanta pretende almeno 12 milioni di euro. Le alternative sono Vicario allo stesso prezzo, Meret in prestito oppure il portoghese Luis Maximiano. In difesa resta in standby Alessio Romagnoli, Lotito non si smuove dall'offerta da 2,8 milioni più bonus per lo stipendio. Già sfumato invece con l'agente Raiola il tentativo per Mkhitaryan a parametro zero: era fra i pochi nomi su cui Sarri e Tare erano d'accordo.

Il ds punta Bourigeaud del Rennes da tempo, ha detto no a Caputo in attacco, complici l'età e qualche acciacco. Mertens chiede 4 milioni d'ingaggio, Pinamonti e il sogno Hudson-Odoi costano troppo. Alla fine il vice-Immobile potrebbe davvero essere ancora Jovane Cabral, purché lo Sporting dimezzi a 5 milioni il riscatto oppure dia l'ok a un altro trasferimento temporaneo. Sarri ha lavorato sul capoverdiano, ora non storcerebbe più di tanto il naso, purché venga accontentato sugli altri sei innesti in organico.

 

Vertice a Castelfranco


In un riunione con staff ed entourage nella sua villa di Castelfranco, Sarri ha già fatto capire di essere al corrente di tutte le variabili del mercato della Lazio. Esiste un programma con la cessione di Milinkovic, per cui lo United dovrà mettere almeno 65 milioni sul piatto. E un piano b entro fine luglio, con Sergej ancora a centrocampo, ma con pochi soldi e solo occasioni da cogliere al volo: erano stati visionati gli svincolati Saponara e Djuricic a metà merzo su Wyscout. Tare si muove al momento in questo secondo scenario: un esempio è Victor Chust del Cadiz per il reparto arretrato. Sarri continua a chiedere Casale ed Emerson Palmieri come terzino sinistro. Farebbe volentieri cassa con Luis Alberto, ma Napoli e Siviglia continuano a limitarsi al sondaggio. In ogni caso, il tecnico sa che quattro colpi potrebbero arrivare a ritiro inoltrato, se non addirittura poco prima dell'inizio del campionato. È preoccupato perché poi ci vorrà più tempo per far apprendere i meccanismi del suo gioco. Lo ha ribadito a Tare e Lotito, dopo aver lanciato l'allarme nell'ultima conferenza all'Olimpico: «C'è il rischio di ripartire da un altro anno zero».
 

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