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La Lazio di Sarri è senza difesa, società ferma sul mercato: da Romagnoli a Casale, il reparto arretrato è da ricostruire

La Lazio di Sarri è senza difesa, società ferma sul mercato: da Romagnoli a Casale, il reparto arretrato è da ricostruire
di Valerio Marcangeli
4 Minuti di Lettura
Martedì 14 Giugno 2022, 06:41 - Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 08:42

Lavori in corso, anzi in alto mare vista l'estate alle porte. Altro che accelerazione, la Lazio resta ancorata su più fronti. L'unica notizia positiva arriva dal Collegio di Garanzia che ha dato ragione alla Lega. L'indice di liquidità non sarà per il momento un paletto per l'iscrizione al prossimo campionato, ma resta un freno sul mercato. Uno stallo che in casa Lazio può interrompere solo il presidente Lotito. L'aiuto di Tare con gli esuberi Vavro, Escalante e Muriqi non arriva. Così il patron, nei piani fino a venerdì lontano dalla Capitale, dovrà comunque sbloccare le trattative con almeno 5 milioni di euro. Il presidente riflette mentre Sarri è sempre più impaziente. I giorni passano, ma gli sviluppi scarseggiano sul mercato. T

ra le garanzie richieste dal tecnico al momento della firma per il rinnovo fino al 2025 c'era la partenza per Auronzo con minimo quattro colpi raggiunti. Per ora l'unico a intravedere il cancello di Formello è Marcos Antonio, previsto a Roma la prossima settimana. Rimpiazzato Leiva con un altro brasiliano, ora la Lazio dovrà sostituire Strakosha, Luiz Felipe e Acerbi, deciso a lasciare dopo quattro stagioni in biancoceleste. Servono perciò tre rinforzi nel reparto dove pesano i 58 gol subiti in campionato, peggior rendimento dal passaggio a venti squadre. Ecco perché Sarri spinge per accelerare i tempi, ma al momento da Tare nessun segnale. Partendo dalla porta, il desiderio è Carnesecchi, reduce dalla promozione con la Cremonese. Operazione o meno alla spalla sinistra, il classe 2000 resta il prescelto come futuro numero 1. Poco importa delle condizioni fisiche precarie per le quali Lotito chiederà uno sconto all'Atalanta. L'obiettivo è convincere Percassi con un obbligo di riscatto a 9 milioni con possibile percentuale sulla futura rivendita (20%). Tracciata la via per il titolare, bisognerà accostargli un altro profilo. Troppo rischioso giocare 21 partite con Reina (40 anni ad agosto) e Furlanetto, appena promosso dalla Primavera con Adamonis che verrà piazzato in prestito. Piace sempre Provedel. Sirigu sarebbe un'occasione, ma non soddisfa, così come Marchetti.

L'affondo

Messi i primi due mattoni andrà poi ricostruito il centro della retroguardia. Giunti a metà giugno non c'è alcuna certezza sulla coppia del futuro, ma qualcosa si muove, soprattutto per Romagnoli. Dopo i tanti colloqui con l'entourage del classe '95, il club capitolino si è deciso ad affondare il colpo, a prescindere dall'addio annunciato di Acerbi. La Lazio finora si è spinta fino a 2,7 milioni di euro e la sensazione è che a 3 si possa chiudere. Sarri non vede l'ora di iniziare a programmare il futuro della sua difesa, nella quale schiererebbe volentieri Casale. Il Comandante lo ha ormai segnalato da mesi, ma il Verona difficilmente farà sconti. La valutazione è di circa 11 milioni nella speranza che biancocelesti, Roma e Napoli possano dar vita a un'asta. Lotito il suo passo con Setti deve ancora farlo, per questo spuntano altre opzioni come Pablo Marí, di rientro dall'Udinese all'Arsenal, e Chust del Real Madrid sponsorizzato perlopiù da Tare. Intanto il ds attende novità per la Primavera dopo la mancata promozione di questa stagione, ma dal presidente non arriveranno novità almeno fino al termine della settimana corrente. È slittato infatti il summit con Bianchessi (che intanto da maggio ha salutato la Women), mentre Fabiani si è messo in pausa fino a fine giugno con buona pace del Catanzaro e alcuni club di B. Eppure una chiamata dell'amico Lotito difficilmente la rifiuterebbe.

 

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