Calciomercato, indagati gli agenti Ramadani e Chiodi: faro su cessioni Pjanic e Chiesa. Pm: «Sistema per non pagare le tasse»

Calciomercato, indagati gli agenti Ramadani e Chiodi: acquisiti documenti su cessioni Pjanic e Chiesa
di Salvatore Riggio
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Lunedì 13 Dicembre 2021, 12:17 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 15:00

Fali Ramadani e Pietro Chiodi sono i due indagati nell'inchiesta milanese per reati fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio con al centro le commissioni in varie operazioni di compravendita di calciatori.

La Guardia di Finanza, nucleo speciale di polizia valutaria, sta eseguendo una serie di perquisizioni nei confronti di un agente sportivo italiano, Pietro Chiodi, e delle sue società. Inoltre, le Fiamme Gialle stanno eseguendo 11 richieste di consegna di documentazione, anche informatica, nei confronti di altrettanti club di calcio. Da quanto si apprende sono coinvolte: Juventus, Torino, Inter, Milan, Verona, Spal, Fiorentina, Cagliari, Roma, Frosinone e Napoli. Lo comunica la procura di Milano, che coordina le indagini, in una nota. 
Le ipotesi di reato

Da quanto si apprende, l'ipotesi di reato riguarda le attività di Fali Ramadani, il quale, anche con la collaborazione di Pietro Chiodi oggi sottoposto a perquisizione, svolgerebbe attività economiche in Italia, sottraendo i relativi proventi all'imposizione tributaria e occultandoli mediante transito su rapporti bancari intestati a società di diritto estero a lui riconducibili. Le ipotesi di reato di contestazione riguardano reati fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio. L'attività investigativa delegata alla Guardia di Finanza è diretta ad acquisire documentazione relativa ai rapporti economico-commerciali intrattenuti dai due agenti sportivi in questione con le società di calcio professionistico, queste ultime non iscritte nel registro degli indagati e interessati dagli accertamenti quali soggetti terzi, detentori di documentazione utile ai necessari approfondimenti di indagine. 

Gdf ha acquisito documentazioni su cessioni di Chiesa e Pjanic

Nell'ambito della nuova inchiesta milanese sul calciomercato, la Guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Giovanni Polizzi, si è recata nelle sedi di vari club - che non sono indagati - per acquisire la documentazione su molte operazioni di compravendita gestite da Fali Ramadani e Pietro Chiodi, tra cui secondo quanto si apprende quella che ha portato Miralem Pjanic dalla Juve al Barcellona e il passaggio di Federico Chiesa dalla Fiorentina alla Juventus. Ramadani, inoltre, risulta agente del difensore del Napoli Kalidou Koulibaly e del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri.

Il pm: «Sistema per non pagare le tasse»

Al centro della nuova inchiesta sul calciomercato ci sarebbe un presunto sistema attraverso il quale il procuratore sportivo Fali Ramadani, insieme al suo collaboratore e agente Pietro Chiodi, sarebbe riuscito a non versare alcuna imposta in Italia sulle mediazioni e sulle commissioni ottenute dalle compravendite dei calciatori da lui rappresentati. Un sistema che, secondo gli inquirenti, si baserebbe su società all'estero e su un meccanismo, dunque, di «esterovestizione societaria».

Sette milioni di euro non dichiarati al Fisco

Ammontano a circa sette milioni di euro, ma potrebbero essere molti di più, i proventi sulle mediazioni non dichiarati al fisco italiano da Fali Ramadani, il procuratore sportivo macedone al centro dell'indagine della procura di Milano su presunte irregolarità nel calciomercato. La cifra è provvisoria e risulta dai primi elementi raccolti dal pm Giovanni Polizzi e dall'aggiunto Maurizio Romanelli nell'inchiesta che oggi ha portato ad acquisire presso undici club tutti i contratti di compravendita dei giocatori gestiti da Ramadani dal 2018 al 2021.

A quanto si è saputo, al momento gli investigatori, a seguito di una segnalazione da parte dell'Uif di Bankitalia che ha dato il via all'inchiesta, hanno potuto analizzare parte dei flussi finanziari. Su conti correnti di filiali milanesi intestati a Ramadani o a società a lui riconducibili, con base in Irlanda o altri Paesi, sarebbero arrivati soldi da parte di club come pagamenti delle commissioni all'agente sulle compravendite. Somme che, poi, sarebbero transitate su società estere e il procuratore macedone non avrebbe dichiarato nulla al Fisco su quei compensi. Ora con l'analisi dei contratti, delle fatture e dei documenti acquisiti nelle sedi delle società di calcio gli inquirenti potranno individuare e approfondire i legami tra le commissioni incassate e non dichiarate e le compravendite gestite da Ramadani, che risulta avere rapporti professionali stretti soprattutto con due club, Fiorentina e Napoli. Al momento, l'attenzione si starebbe concentrando su operazioni che riguardano Pjanic, Chiesa e Handanovic. Dopo gli approfondimenti documentali le indagini potrebbero allargarsi ad altre operazioni (nel mirino quelle tra il 2018 e il 2021), ad altri agenti collegati con Ramadani e le cifre della presunta evasione sono destinate ad aumentare. Ramadani, tra l'altro, è già indagato, con procedimento in corso, in Spagna dove ha fatto da mediatore nelle compravendite di tanti calciatori con l'Atletico Madrid e altri club. Nel capoluogo lombardo il procuratore macedone non solo, nell'ipotesi d'accusa, avrebbe incassato i soldi occultati al Fisco, ma avrebbe anche avuto la base operativa per la sua attività in Italia. Da qui la competenza dei pm milanesi ad indagare.

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