Calcio, l'ira dell'Assocalciatori: «Fanno giocare senza stipendi assurdo»

Mercoledì 20 Maggio 2020
«Siamo sorpresi e fortemente delusi dalle nuove norme per le iscrizioni, che consentono ai club, dalla A alla C, di pagare un solo mese di stipendio, e per di più al netto, di qui alla fine del campionato. Un comportamento assurdo e una norma irricevibile. che non abbiamo votato nè noi nè gli allenatori»: è la dura presa di posizione di Umberto Calcagno, vicepresidente dell'Assocalciatori, dopo che il consiglio della Federcalcio ha fissato a fine agosto i termini per le iscrizioni con un vincolo di pagamento, secondo l'Aic, del solo mese di maggio. «Valuteremo domani con i calciatori, ma per la B e la C siamo seriamente preoccupati: questa è la volta che qualcuno protesta davvero». 

Le norme del governo, fa notare l'assocalciatori, consentono ai club di pagare il netto e non il lordo; in caso di contenzioso (con molti club che non sono intenzionati a pagare marzo e aprile per il lockdown), per l'iscrizione ai prossimi campionati basterebbe di fato pagare solo il netto di maggio, perchè i controlli per le iscrizioni si riferiscono solo agli stipendi fino al 31 maggio e per quelli successivi il termine di controllo è spostato in avanti, a metà ottobre. «Il combinato delle agevolazioni dello Stato - dice Calcagno - degli eventuali contenziosi e dei controlli ritardati comporterebbe in sostanza questo: che i giocatori si sono allenati a marzo, hanno fatto il lockdown a casa seguendo i programmi dei preparatori, tornano ad allenarsi, giocano fino al 20 agosto, e il rischio concreto è che in cinque mesi e mezzo prendano solo uno stipendio»

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