Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

L'arbitro Serra torna a parlare dopo Milan-Spezia: «Credevo Rebic volesse strangolarmi, poi ha capito il mio errore. Ibra mi ha detto di reagire»

Marco Serra (39), durante il match Milan-Spezia
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 2 Febbraio 2022, 11:38 - Ultimo aggiornamento: 13:21

A due settimane dall'episodio che lo ha visto sfortunatamente protagonista, l'arbitro Marco Serra è tornato a parlare, in esclusiva per Sky Sport, della sua direzione di gara nel match di Serie A Milan-Spezia e soprattutto dell'episodio in cui interruppe il gioco pochi istanti prima del gol di Messias, quando il risultato - a pochi minuti dalla fine - era fermo sull'1-1. La decisione scatenò enormi polemiche già in campo, con i giocatori rossoneri che andarono ad accerchiarlo e con la celebre immagine di Rebic che gli poggia le mani intorno al collo in un gesto più di comprensione che di rabbia. Il 39enne arbitro di Torino ha commentato così, a diversi giorni di distanza, la vicenda: «Ho probabilmente commesso un errore di priorità che mi ha fatto perdere lo scenario completo dell'azione. Ricordo di aver pensato mentre Messias stava calciando: "Speriamo non la butti dentro". Al gol dello Spezia ho invece detto agli altri assistenti via auricolare: "Non ci credo"». Da applausi la reazione dei giocatori rossoneri: «Quello dei calciatori del Milan è stato un gesto bellissimo, anche se credo che Rebic sia partito con l'intenzione di strangolarmi salvo poi capire il mio errore. Negli spogliatoi Florenzi era affranto come me e mi ha addirittura abbracciato. Anche Theo Hernandez e Diaz mi hanno dato conforto. Poi è arrivato Ibrahimovic e la sostanza del suo intervento è stato di dimostrare di essere forte e reagire. Mi ha fatto molto piacere ma credo di aver realizzato tutto solo il giorno dopo. Quella notte avrò dormito al massimo un'oretta sul divano». E sul futuro: «Gianluca Rocchi mi ha detto: "Questa è la Serie A. Qui non si abbandona nessuno, massima serenità". Ora non vedo l'ora di tornare ad arbitrare al più presto». Anche il presidente dell'AIA Alfredo Trentalange ha voluto dire la sua: «Ho trovato un uomo ferito ma maturo e motivato. Noi arbitri sappiamo bene che dobbiamo essere in grado di trasformare i problemi in risorse. Ci ha fatto molto piacere la reazione del club rossonero».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA