Calcio e demenza: in Inghilterra limitazioni ai colpi di testa

Calcio e demenza: in Inghilterra limitazioni ai colpi di testa
di Giuseppe Mustica
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Sabato 27 Marzo 2021, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 19:58

L'Inghilterra ha deciso, in maniera prepotente, di mettere davanti a tutto la salute dei calciatori. E lo farà limitando i colpi di testa durante gli allenamenti. Sarà la prima nazione a mettere a punto questo piano, che è stato inserito all'interno di diversi studi che hanno evidenziato come gli ex calciatori hanno una possibilità cinque volte superiore di morire di alzheimer. 

L'INCHIESTA

Lo annuncia il Telegraph, parlando di un'inchiesta denominata "Tackle Football's Dementia Scandal", che ha portato alla luce diversi elementi che hanno fatto pendere per il cambio di rotta. Viene sottolineato come l'impatto di un colpo di testa da un rinvio del portiere sia equivalente, in termini di forza G, al pugno di un boxer o ad un tackle di football americano. Inoltre, dalla prossima stagione, viene ancora sottolineato come nuove ricerche verranno portate a termine per cercare di capire se ci sono altre misure che possono essere adottate per limitare i danni. 

LA DECISIONE

Nel frattempo i calciatori dell'Under 23, l'Under 18 e le squadre femminili di Manchester City e Liverpool, si alleneranno con dei dispositivi che avranno come funzione quella di una raccolta dati per aiutare la stesura delle linee guida. Il tema è stato fortemente caldeggiato da Gary Lineker e David Beckham, da subito in prima linea contro questo tipo di problema. Lo studio, molto articolato, ha anche evidenziato come sia opportuno per i giovani calciatori, cercare di fare al massimo 20 colpi di testa durante un allenamento e ripetere lo stesso esercizio almeno due giorni dopo, per diminuire le possibilità di problemi. Una vera e propria svolta. 

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