Buu razzisti, Gabrielli bacchetta Ancelotti

Venerdì 11 Gennaio 2019 di Salvatore Riggio
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 Genoa-Milan si giocherà alle 15 (e non più alle 21) di lunedì 21 gennaio. Lo ha deciso l'Osservatorio per «motivi di ordine pubblico». Il calcio italiano arriva dai disordini del 26 dicembre a Milano, quando a Santo Stefano, nel prepartita di Inter-Napoli, aveva perso la vita l'ultrà Daniele Belardinelli. E, oltretutto, tra la tifoseria rossoblù e quella rossonera non corre buon sangue. Tutto ha avuto inizio dalla morte di Vincenzo Spagnolo il 26 gennaio 1995. Il tifoso genoano era stato pugnalato al cuore da un sostenitore milanista, Simone Barbaglia, poche ore prima del fischio di inizio. Da quel momento, Genoa-Milan è considerata una gara ad alto rischio, anche se le trasferte non sono mai state chiuse. Nelle ultime due stagioni, inoltre, questa sfida si è giocata in orario serale, ma tra 10 giorni non lo sarà. Come aveva auspicato il ministro degli Interni, Matteo Salvini.
JUVE-CHIEVO ALLE 20,30
È di ieri il passo indietro con la decisione dell'Osservatorio. Così la gara delle 20.30 di lunedì 21 gennaio sarà Juventus-Chievo, inizialmente prevista per le 19. «Prendiamo atto e ci dispiace che i recenti fatti costringano a un passo indietro rispetto agli ultimi anni. Ci auguriamo di tornare presto alla normalità», il commento della Lega Serie A. «Vincenzo Spagnolo fu assassinato di pomeriggio», la riflessione amara di Luca Bizzarri, genovese doc. Sul web si è scatenata la rabbia per questa scelta che penalizza i tantissimi tifosi impegnati al lavoro o a scuola. C'è addirittura chi minaccia che non metterà più piede a Marassi. Se da una parte le polemiche non hanno mai fine, dall'altra arriva la notizia che Inter-Sassuolo, in programma sabato 19 gennaio alle 20.30, non sarà interamente a porte chiuse. Ieri il club di corso Vittorio Emanuele ha ricevuto l'ok dalla Figc per aprire ai bambini e ai ragazzi il primo anello di San Siro. L'Inter ha già avviato i contatti, in queste ore, con le scuole primarie e secondarie di Milano, oltre al Csi, per mettere a disposizione i biglietti per la gara.
I CORI
Capitolo Napoli. I giocatori partenopei hanno minacciato di lasciare il campo in caso di cori razzisti, che al Meazza il 26 dicembre contro l'Inter avevano colpito Koulibaly (poi espulso). Così diventa a rischio Milan-Napoli del 26 gennaio alle 20.30, prima trasferta del 2019 della squadra di Carlo Ancelotti. Con il quale, ieri, ha polemizzato il capo della Polizia Franco Gabrielli, intervenuto all'inaugurazione della mostra della polizia scientifica a Salerno. «Fermarsi una tantum, come provocazione, può essere una scelta, ma diventa impensabile che possa decidere lui se una partita può essere sospesa oppure no. Bisogna fare attenzione e riflettere su quello che si dice. Apprezzo e stimo l'allenatore del Napoli: la sua storia basterebbe per giustificare la fermezza e la decisione di dire ciò che ha detto ma, una volta che la squadra è nello spogliatoio il problema è finito, per chi sta fuori è solo iniziato. Le regole parlano chiaro ed è l'autorità di pubblica sicurezza a dover decidere cosa fare».
LA FIFA: «NON SI CAMBIA»
Sulla questione, è di nuovo intervenuta la Fifa: «Non cambiamo rotta sulla lotta ad ogni forma di razzismo. La nostra posizione rimane invariata: qualsiasi forma di razzismo e discriminazione all'interno o all'esterno del campo è totalmente inaccettabile e non ha posto nel calcio». Ma anche la Fifa, come la Uefa (che oggi a Nyon incontrerà il Milan per cercare di trovare un accordo) ribadisce il fatto che nei casi di razzismo bisogna «rispettare il protocollo».
Intanto ieri con una lettera indirizzata al presidente della Lega di serie A, Gaetano Micciché, l'Agcom ha espresso l'indirizzo secondo cui anche i contratti di sponsorizzazione in corso con agenzie di scommesse scadranno il 12 luglio 2019. Tradotto, per fare un esempio, la Lazio terrà Marathon Bet fino alla fine della stagione senza ulteriori deroghe e proroghe.


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