Buffon: «Mi ritiro al massimo nel 2023. Pirlo un amico, ma in campo lo chiamo mister»

Buffon: «Mi ritiro massimo nel 2023. Con Pirlo siamo amici, ma in campo lo chiamo mister»
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Mercoledì 3 Marzo 2021, 12:22

Buffon intravede il ritiro. Ha compiuto 43 anni lo scorso gennaio e nella sua testa c'è anche una data per dire addio al calcio: «Nella mia testa c'è davvero un limite massimo – ha ammesso il portiere in un’intervista al Guardian – che è giugno 2023. Veramente non andrei oltre. Ma potrei anche decidere di smettere dopo i prossimi quattro mesi. Si dice che alla mia età il declino arriva tutto in una volta, da un momento all'altro. Ma non ci credo. Le sensazioni che ho adesso non mi fanno pensare che ci possa essere un crollo all'improvviso. Di certo non avrei mai immaginato di giocare così a lungo. Penso che sia una bella storia. Credo molto nel destino. Quando mi hanno proposto di tornare, mi sono detto: 'Madonna!'. Un'ultima grande storia da scrivere».

Il lockdown e l'amicizia con Pirlo: «Fuori dal campo siamo Gigi e Andrea»

«Nella mia testa c'è un segnale di stop - continua il portiere della Juventus - e quando sbaglio una partita mi sento molto in imbarazzo». Poi sul lockdown: «Il primo mese è stato bellissimo, all'inizio della pandemia ho avuto tanto tempo da dedicare a me stesso: mi sono goduto la famiglia tutti i giorni, ne ho approfittato e l'ho adorato. Poi, ovviamente, è diventato pesante, anche pensando a quello che stanno passando gli altri».

Alla Juve quest'anno ha ritrovato da allenatore Andrea Pirlo. Una situazione insolita, visto che fino a pochi anni fa erano compagni di squadra: «La mia amicizia con Pirlo risale al 1993, insieme a Gattuso. Poi abbiamo avuto la fortuna e la capacità di condividere un'esperienza come la vittoria dei Mondiali, credo che questo abbia saldato il nostro rapporto. Non un'amicizia, perché quella non dipende dai Mondiali, ma il nostro legame. Quando lo vedevo in allenamento pensavo "Dio esiste". Ora che è il nostro allenatore lo chiamo sempre mister davanti ad altre persone, è una questione di rispetto. Finché siamo qui abbiamo dei ruoli, fuori invece possiamo essere Gigi e Andrea».

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