Braafheid, la Lazio ha pescato il Jolly
Contro il Cesena ha stupito tecnico e tifosi

Braafheid, la Lazio ha pescato il Jolly Contro il Cesena ha stupito tecnico e tifosi
di Daniele Magliocchetti
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Martedì 16 Settembre 2014, 05:43 - Ultimo aggiornamento: 17:19

ROMA Da oggetto misterioso ad autentica sorpresa. Per Edson Braafheid si apre un nuovo capitolo. Per l'olandese la Lazio rappresenta l'ultimo treno. Una nuova vita per intenderci. Ora o mai più per il ragazzaccio con la faccia d'angelo. La convincente, a tratti straripante, prestazione contro il Cesena ha fatto strabuzzare gli occhi a tanti tifosi, ma soprattutto a Pioli e diversi compagni di squadra che a luglio, in verità, l'hanno accolto con un pizzico di diffidenza. Lui, sul campo ha lavorato duro, fino a guadagnarsi non solo il contratto, un anno più opzione per altri due, ma pure la stima dei giocatori e soprattutto dell'allenatore.

DA TALENTO A RAGAZZACCIO

A luglio il terzino biancoceleste è arrivato quasi di nascosto. Per i tifosi era uno sconosciuto, l'ennesima scommessa del diesse Tare che sarebbe andata in frantumi nel giro di qualche settimana, considerando il suo ultimo anno, con nessuna presenza all'attivo. Pensare che qualche anno fa, a cavallo tra il 2003 e il 2005, Edson in Olanda era considerato uno dei giocatori di maggior talent. E' cresciuto ed esploso nell'Utrecht, poi, terminato il contratto e rifiutato il rinnovo, nel 2007 ha firmato per il Twente. Da lì in poi è stato un crescendo con la chiamata in nazionale, un caso federale legato alla sua convocazione per le Olimpiadi del 2008, alle quali non ha poi partecipato per giocare in Europa con il suo club, per finire poi al Bayern Monaco, il coronamento di una carriera. In Bundesliga però le cose non vanno, un po' per il suo carattere, non proprio irreprensibile, un po' anche per sfortuna dovuta molto ad una fama che non gli si addice. «Non capisco perché tutti pensano che sia un cattivo ragazzo, io faccio solo il mio lavoro che è giocare a calcio, la mia passione», spiegava Edson in una vecchia intervista.

LA SFORTUNA SI ACCANISCE

In Baviera le cose non vanno come crede ed emigra in Scozia nel 2010 con la maglia del Celtic. Una stagione fortunata, una delle poche, forse l'unica, visto che farà parte della spedizione olandese per i mondiali del Sudafrica, con Edson che gioca qualche partita, perfino la finale persa contro la Spagna. Sembra il paradiso, invece è solo il preludio all'inferno. Quell'estate passa all'Hoffeneheim, dove in tre anni raccoglie a malapena 30 presenze. Il suo rapporto con la società e con il tecnico non decolla e, nonostante in rosa non ci sia un difensore con le sue caratteristiche, il ragazzo viene sbattuto fuori rosa. «Quell'accanimento nei miei confronti non l'ho mai capito, ma ora tutto è finito e riparto con una voglia pazzesca di tornare a fare quello che amo, giocare a pallone e far divertire la gente», il pensiero di Edson ad un giornale olandese.

VIVA LA PRIMA

E così è stato. Alla Lazio è arrivato in punta di piedi, con tanto di provino. Un periodo di circa un mese, anche se per la verità Pioli è rimasto impressionato sin dal primo giorno. Edson ci ha messo poco meno di un'ora a convincere staff tecnico e società a portarlo in ritiro e successivamente a tesserarlo. Dentro la pancia dell'Olimpico, subito dopo la partita, è stato tra i più festeggiati della squadra. «Ho ancora tanta strada da fare», le parole sussurrate da questo ragazzo che ha tanta voglia di tornare a stupire come faceva a vent'anni.