Atalanta superiore, lo Spezia tiene lo 0-0: un palo per parte

Sabato 21 Novembre 2020 di Vanni Zagnoli

Spezia-Atalanta ricorda un po’ Spezia-Juve, gli aquilotti difendono e ripartono, la squadra più blasonata fa la partita, punge, ma relativamente. La migliore occasione del primo tempo è il palo di Farias, per i liguri, destro dal limite. Gasperini davanti a noi si sgola, l’Atalanta è in una maglia celeste scuro, di sicuro unica, la realtà è che ha perso il tremendismo dello scorso quadriennio, di questo passo rischia di restare persino fuori dall’Europa. Per carità, il potenziale, le accelerazioni ci sono, l’efficacia offensiva è diminuita parecchio, la tenuta difensiva non è migliorata. 

E’ la penultima gara della squadra del patron Gabriele Volpi in Romagna, lo stadio Alberto Picco è quasi pronto per la serie A, almeno senza pubblico. L’addio al Manuzzi si celebrerà con la Lazio. 

Vincenzo Italiano si gode una classifica da salvezza tranquilla, non trema neppure di fronte al palo di Zapata al 40’, destro da fuori, interno. Papu Gomez suona la rumba, con il suo roteare al limite dell’area, apre il gioco e scardina la difesa, Ilicic esce spesso dalla partita, Pessina prova a meritare la nazionale, manca un pizzico di precisione nei passaggi, sono opacizzati i gregari bergamaschi, quella classe operaia arrivata al paradiso della Champions. Andrà ad Anfield road, servirebbe un punto, per evitare di dover vincere ad Amsterdam con l’Ajax. 

Quando Gasperson urla “Porca p...” si capisce che non è una gran serata. I bianchi avanzano, almeno sul rinvio, il regista dei movimenti è Terzi, fra i pochissimi con esperienza in serie A. Non arrivano guizzi dalla coppia di colore, la potenza di Nzola non si sprigiona, la velocità di Gyasi era fenomenale, ma in B.

Il secondo tempo scorre via sulla stessa falsariga, al freddo per i giornalisti e gli ospiti in tribuna, mentre sul campo l’Atalanta concede nulla e avvicina il gol. Lo meriterebbe, non arriva perchè manca lucidità. Tantopiù con l’uscita di Gomez per Pasalic. In realtà il sinistro di Gosens è bello e dentro, il fuorigioco è millimetrico, evidenziato dal Var. 

Italiano alza la voce per difendere, ha sfiorato la promozione in C con l’Arzignano (Vicenza), conquistato la B con il Trapani e a ferragosto la serie A qui. Lo voleva il Genoa, Volpi l’ha trattenuto. Il patron, anche della Pro Recco, di pallanuoto, grazie al petrolio può resistere in seri A, anche a lungo, come potenziale economico.

Esce Zapata, entra Lammers (Muriel neanche è convocato), lo Spezia si fa vivo per due volte nell’area di Gollini, difende quel pari accarezzato per tre quarti di gara con la Juve. Nzola ha la palla buona al limite, il sinistro è debole, a Benevento era finita 1-4, qui 0-0. Perchè i bergamaschi sprecano, come quando uscirono dal preliminare di Europa league, in Danimarca. E’ anche merito di Provedel, pordenonese abile fra i pali. Poco lavoro, invece, per Gollini, al rientro dopo 4 mesi dall’infortunio al ginocchio. Cade appena fuori area Miranchuk a contatto con Maggiore, la panchina orobica urla rigore, il silent check non ferma il gioco, al massimo era punizione.

Da Cesena si esce con una consapevolezza, l’Atalanta non è da scudetto, lo Spezia è da salvezza. Più che possibile. Pessimo l'atteggiamento dell'arbitro, Rapuano: "Hai problemi?". Irritante, dalla tribuna si sente molto

 


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