Roma, Pallotta ha lasciato il conto: 204 milioni

L'ex presidente della Roma James Pallotta
di Stefano Carina
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Giovedì 8 Ottobre 2020, 07:30

Marty Feldman, nel capolavoro di Mel Brooks ‘Frankenstein Junior’, se la sarebbe cavata con la celeberrima battuta: «Potrebbe anche piovere». In realtà c’è poco da ridere dando un’occhiata al bilancio della Roma che registra (come stima) un passivo di 204 milioni al 30 giugno. Si tratta della seconda perdita più alta nel calcio italiano dopo quella dell’Inter (207) datata ormai 2006-07.
CROLLO VERTICALE
Che i conti dovessero registrare un forte passivo era già chiaro il 31 marzo, quando il club aveva chiuso con un rosso di 126,4 milioni (relativo ai primi nove mesi dell’esercizio 2019-20, superiore di quasi 100 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). La pandemia ha fatto il resto, aggravando una situazione già di per sé molto critica. Ieri il club - su richiesta della Consob - ha diffuso un comunicato nel quale indica una stima di «perdita civilistica di 188 milioni, con un peggioramento del patrimonio netto separato di As Roma spa stimato in negativo per 88,1 milioni a fine esercizio. A livello consolidato - si legge - la perdita dell’esercizio è stimata in 204 milioni e il patrimonio netto consolidato al 30 giugno scorso è stimato negativo per 242,5 milioni (in flessione di 115 milioni rispetto a un anno fa, ndc) ed ha determinato un ulteriore peggioramento del patrimonio netto separato di A.S. Roma S.p.A., che a fine esercizio è stimato negativo per 88,1 milioni di euro, rispetto ad un valore positivo pari a 10,5 milioni al 30 giugno 2019, con una flessione di 98,6 milioni». Gli effetti negativi della perdita - prosegue la società - «sono in parte compensati da versamenti in conto futuro aumento di capitale per 89,1 milioni effettuati dalla vecchia proprietà tramite il veicolo Neep Roma Holding spa». Il cda per l’approvazione del bilancio è in calendario a fine mese ma già adesso è possibile calcolare come «il fabbisogno finanziario complessivo per esercizio 2020-2021 sia stimato in 140 milioni, tenuto conto dei fatti di gestione già realizzati alla data odierna». Il riferimento è alla chiusura della sessione di mercato che ha portato appena 13 milioni di euro di plusvalenze attraverso le cessioni di Defrel, Gonalons, Kolarov e Schick. Una situazione che conferma quanto sia stato reale il rischio di fallimento senza l’intervento dei Friedkin. Il magnate texano ha già sborsato 77,6 milioni (in tre tranche: 10+53+14,6) per sostenere l’attività del club (in particolare 63 milioni come finanziamento soci e 14,6 milioni per pagare una commissione dello stesso importo ai bondholder del prestito della controllata Asr Media e Sponsorship) ma vista l’attuale situazione economica, già ieri ha lasciato intendere come non venga escluso d’integrare l’aumento di capitale da 150 milioni attuale, già deliberato e da attuare entro fine anno, per consentire il risanamento del pesante deficit patrimoniale. Si legge: « (...) procedere con l’esecuzione dell’aumento di capitale a seguito del completamento dell’offerta, anche considerando un’eventuale integrazione dell’ammontare complessivo dello stesso». L’offerta alla quale si riferisce la nota è l’Opa totalitaria obbligatoria promossa da Romulus and Remus Investments (RRI) sul 13,4% della capitale della As Roma spa. 
SOLITO INCUBO
Ma non finisce qui. Perché la Roma deve anche preoccuparsi di quanto accadrà con il Fair Play Finanziario, sospeso proprio in virtù della pandemia. Sospeso, non vuol dire però cancellato. In quest’ottica, la valutazione dell’esercizio relativo al 2020 è stata posticipata di un anno, facendo la media del deficit dei due anni presi in esame (2020 e 2021), in modo che le perdite di questa stagione possano essere recuperate nella prossima. Vien da sé che, con gli attuali conti, la situazione della Roma rimane molto critica. A Trigoria si augurano che i calciatori ora in prestito (tra questi, Florenzi, Under, Kluivert e Olsen) possano convincere i rispettivi club a riscattarli, avvicinandosi così alla soglia dei 100 milioni di plusvalenze che serviranno entro giugno. Altrimenti bisognerà coinvolgere inevitabilmente altri calciatori della rosa.

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