Al Foro Italico, seminario per l'inserimento post-carriera sportiva

Al Foro Italico, seminario per l'inserimento post-carriera sportiva
di Giacomo Rossetti
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Mercoledì 15 Dicembre 2021, 21:24 - Ultimo aggiornamento: 21:25

Sport significa sudore e fatica, ma può voler dire anche gloria e denaro. Quando la carriera di un atleta volge al termine, però, a meno che non si parli di una star globale, egli si deve reinventare in un mondo che molto spesso è diversissimo da quello da cui proviene. Motivo per cui il seminario ‘Passion & Victory- Inserimento professionale degli atleti nel post carriera’ tenutosi stamattina all’Università del Foro Italico è molto importante: perché indica quali vie seguire per non sprecare il grande patrimonio di capacità degli ex atleti e atlete. Perché sono doti uniche: disciplina, lealtà, costanza, lavoro di squadra e resistenza alla sconfitta, tutte qualità che possono essere utilissime ad aziende e al sistema Paese. Il seminario è la realizzazione di un concorso vinto dall'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia e indetto dalla World Olympians Association.

CAMPRIANI: “GLI ATLETI DIMOSTRINO DI ESSERE MOLTO DI PIU’”

Niccolò Campriani, plurimedagliato alle Olimpiadi nel tiro a segno nonché ingegnere meccanico (con Specialistica a Sheffield) e Senior Sport Intelligence Manager del CIO, ha dato il suo contributo da Losanna: “C’è una parola che rimane in testa, ed è ‘difficile’ Non si può indorare la pillola: alla fine di una carriera sportiva il trauma c’è. L’importante non è se ti vai a schiantare, ma se hai l’air bag o no. Sono stato sedici anni in Nazionale, di cui tredici da studente-atleta, i migliori della mia carriera”. Campriani prende il proprio cammino a modello: “Uno dei concetti chiave della doppia carriera è la funzionalità. Io sapevo chi ero al di fuori del poligono di tiro, ed era un vantaggio netto che avevo sugli altri. Non a caso il mio successore a Tokyo era uno studente-atleta americano… Una volta che prendi l’etichetta dell’atleta, sta a te dimostrare che sei molto di più”

IL QUESTIONARIO DI FIONA MAY

L’ex saltatrice azzurra Fiona May ha realizzato un questionario apposito per gli atleti di ogni Federazione col fine di tratteggiare sempre meglio le problematiche del post-carriera sportivo: “Da ragazza trovavo difficoltà a studiare mentre facevo atletica, venni bocciata a sedici anni. Fu una sconfitta per la mia famiglia. Ho imparato che nella vita si possono conciliare allenamento e studi, anche se l’università fu veramente dura. Quando finii la carriera, non avevo altro se non la laurea in economia e commercio. E sono fortunata, la maggior parte dei miei ex compagni non ha avuto la possibilità di trovare un lavoro soddisfacente”. Silvia Salis, vicepresidente vicario del Coni ed ex lanciatrice del martello, dice la sua: "Il mondo del lavoro viaggia su altre dinamiche rispetto a quelle dello sport. Nel lavoro non basta dire 'Ho fatto le Olimpiadi, me ne intendo di sacrificio'. Quello va bene, ma bisogna studiare e prepararsi per raggiungere lo stesso livello di chi già lavora da anni".

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